Lutto
Anno 1946: la banca apre al Marco Polo
La filiale della Cassa di Risparmio di Lucca festeggia oggi i 70 anni di attività con i suoi 3mila clienti (e 800 aziende)
VIAREGGIO. Correva l’anno 1946,Viareggio doveva ancora guarire dalle profonde ferite della guerra: le case da ricostruire, le piccole aziende e i negozi dovevano riaprire, gli stabilimenti balneari, gli alberghi, le strutture ricettive e tutto ciò che aveva reso nota la nostra città nel periodo d’oro della Perla del Tirreno era andato distrutto e si doveva ripartire in fretta.
Proprio in quel periodo una delle banche più vicine al territorio versiliese, la Cassa di risparmio di Lucca, apriva la filiale del Marco Polo, sulla strada che dà il nome al quartiere. Un’apertura seconda solo alla filiale più grande in corso Garibaldi, ad oggi ultracentenaria.
La Cassa apriva per essere viva e presente accanto alle botteghe che avevano bisogno di progettare il proprio futuro. Abbiamo trovato una vecchia cartolina della strada, dei primi anni 50, con l’inchiostro di un tempo, un po’ sbiadito... ma l’insegna della Cassa di risparmio è li, sull’angolo di via Marco Polo, in una semplice casa viareggina con le persiane e senza allarmi o videocamere di sorveglianza... tanto c’era poco da rubare, ma soprattutto la gente chiedeva lavoro e futuro.
Davanti alla porta d’ingresso tante biciclette e una sola auto, una balilla nera percorreva la via Marco Polo. Da notare, prima dell’ingresso nella zona della pineta il cartello «zona del silenzio» a conferma del rispetto (che allora era imposto ma percepito come consuetudine) del vicino ospedale Tabarracci in via Fratti e per il Cimitero, verso monte. Ed in generale per il turista, visto che tutto il Marco Polo era pieno di pensioni e pensioncine e di quelle che un tempo si chiamavano «affittacamere con pasto». Ci si preparava al Boom.
Quando la Cassa apre in via Marco Polo era stata tolto da poco tempo un grande cartello posto sul muro del cimitero all’incrocio con l’Aurelia. C’era scritto che le truppe americane non potevano entrare in città.
Cosa voleva dire? Che a Viareggio per divertirsi al Kursaal o al Principe di Piemonte erano ammessi solo gli ufficiali delle armate di occupazione. Ricordando che all’hotel Esplanade, sempre in via Marco Polo, c’era la «scuola delle mogli». Ovvero le ragazze italiane che avrebbero sposato un militare Usa veniva alloggiate a Viareggio dove imparavano, con la Red Cross americana, qualche parola di inglese ed un po’ di igiene intima, oltre alle regole dell’american way of life.
Tempi duri certo, per gli italiani.
Anche oggi – ricorda la Cassa di risparmio - «stiamo vivendo un momento storico molto complesso e difficile. Le guerre sono aldilà del nostro mare Mediterraneo, ma le migrazioni dei popoli, la difficile integrazione delle culture, la crisi economica conseguente alla globalizzazione dei mercati, non ci devono mai far dimenticare chi siamo e dove viviamo. Per questo noi siamo qui».
«Festeggiare 70 anni di attività al fianco di circa 3000 clienti, 800 imprese operative ci dà la forza – scrive la direttrice Marzia Giordano – di proseguire e l’orgoglio di essere ancora al vostro fianco per ancora molti anni. Grazie a tutti».
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