Il Tirreno

Versilia

Furto sacrilego dentro una chiesa tre in carcere

Tra gli arrestati un giovane viareggino: secondo i carabinieri sarebbe responsabile di un altro colpo in provincia di Pistoia

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PESCIA. Ad accorgersi del furto erano state le donne che si prendono cura della chiesa: il 3 marzo scorso qualcuno aveva rubato, probabilmente in pieno giorno, le due coroncine in argento ricoperto d’oro che completavano il grande dipinto posto sull’altare maggiore della chiesa dei Santi Pietro e Paolo, meglio nota come della Madonna di Pie’ di Piazza, a Pescia. Adesso i due autori dell’atto sacrilego sono finiti in carcere. Ad arrestarli sono stati i carabinieri che lunedì mattina li hanno colti sul fatto mentre, assieme ad un terzo complice, stavano mettendo a segno un altro furto in chiesa, questa volta in quella di Santo Stefano, nell’omonima piazza della cittadina pistoiese. Le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza in occasione del precedente colpo non hanno lasciato dubbi ai militari dell’Arma.

A finire in carcere sono stati Pasquale Tarantino, 29 anni, residente a Calcinaia, in provincia di Pisa, e Federico Galli, 23 anni, residente a Viareggio (i due sono gli autori anche del primo furto), nonché Hassan El Assri, 19 anni, originario del Marocco e residente a Cascina, sempre in provincia di Pisa. I tre, che non hanno voluto fornire ai carabinieri alcuna indicazione sul destino delle coroncine rubate, saranno interrogati nei prossimi giorni dal gip del tribunale di Pistoia, chiamato a convalidarne l’arresto.

La chiesa rinascimentale di piazza Mazzini, attribuita ad Andrea Cavalcanti, detto il Buggiano (1412-1462), figlio adottivo del grande Brunelleschi, prende il suo nome popolare proprio dal dipinto della Madonna con il Bambino, di autore ignoto, risalente al ‘400, prima conservato sul ponte del Duomo, dove si trovava la chiesetta di Santa Maria. Il granduca Cosimo III decise di spostarlo nella chiesa più vicina, che così, da San Pietro e Paolo inizio ad essere chiamata col suo nome più popolare. Le corone originali che adornavano il dipinto, conservate nella cassaforte della canonica, furono realizzate nel 1930 dal canonico Galileo Arinci, allora pievano della parrocchia della Santissima Annunziata, fondendo l’oro delle offerte e degli ex voto dei fedeli pesciatini.

Quelle rubate giovedì della scorsa settimana sono delle copie, pur sempre di notevole valore (circa 20.000 euro) visto che sono sempre in argento ricoperto d’oro.

Come detto, il secondo furto è stato messo a segno nella mattinata di lunedì. Ma un uomo che abita nelle vicinanze di piazza Santo Stefano, insospettito dalla presenza dei tre e del fatto che uno di loro, mentre gli altri entravano in chiesa, fosse rimasto in attesa fuori, come se stesse facendo da palo, ha telefonato al 112. E le pattuglie dei carabinieri della Stazione hanno così potuto bloccare i tre mentre si stavano allontanando.

Un rapido sopralluogo all’interno della chiesa è stato sufficiente per capire cosa fosse accaduto: inequivocabili i segni di un tentativo di scasso rimasti sulla porta della sagrestia. Inoltre, addosso, i ladri avevano un martello rompivetro e un grimaldello multiuso, nonché varie strisce di nastro bioadesivo che, applicate sulla parte terminale di un metro metallico, di quelli flessibili, erano state utilizzate per svuotare le cassette delle offerte, tirando fuori con tale metodo attraverso la fessura monete e banconote: in tutto, una cinquantina di euro. I tre sono stati condotti in caserma e gli ulteriori accertamenti hanno consentito di attribuire ai due italiani, ripresi dal circuito di video sorveglianza interno, il furto sacrilego del 3 marzo.

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