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Viareggio Porto: valutazione appesa ad un filo

Viareggio Porto: valutazione appesa ad un filo

VIAREGGIO. Il 18 marzo è la data fissata per l'omologa del concordato Viareggio Porto da parte del Tribunale fallimentare. Da lì in poi, il passo successivo sarà l'attesa del bando per la vendita...

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VIAREGGIO. Il 18 marzo è la data fissata per l'omologa del concordato Viareggio Porto da parte del Tribunale fallimentare. Da lì in poi, il passo successivo sarà l'attesa del bando per la vendita della società, sessanta giorni di tempo per presentare le domande da quando il bando stesso sarà reso pubblico. In mezzo, però, anche per la società concessionaria di Madonnina e Triangolino c'è l'incognita della sentenza della Corte di giustizia europea che rischia di annullare la proroga fino al 2020 concessa dall'Italia. Lo mette bene in luce Riccardo Sarti, commercialista incaricato dal Tribunale della valutazione della Viareggio Porto, datata 26 novembre 2015. Difficile credere che il Tribunale lavori al bando fino a che l'incognita della sentenza non sia svelata. Ancora più difficile viste le conclusioni depositate alla stessa Corte dell'avvocato generale. La valutazione della società - scrive Sarti - «ha tenuto conto dell'incertezza normativa che attualmente è presente in merito al destino delle concessioni demaniali marittime, soprattutto in vista della scadenza della concessione relativa alla Madonnina, prevista per il 31 dicembre 2020». L'altro elemento valutato da Sarti nel determinare il valore complessivo della Viareggio Porto è «che non vengano revocate le concessioni demaniali attualmente in essere fino alla loro naturale scadenza». Solo a queste condizioni la Viareggio Porto (Madonnina, Triangolino, porticciolo di Torre del Lago ed altre banchine in concessione) ha un valore di 3,3 milioni arrotondato partendo dal valore di realizzo d'azienda determinato in 3.301.050,86.

Se la sentenza della Corte europea sarà quella attesa, allora addio concessioni e addio valore dell'azienda. Determinare quanto valga la società oggi interamente pubblica non è stata impresa facile. E non lo sarà neppure per il perito che la cordata di imprese del porto interessate sta facendosi fare da un proprio professionista.

Perché dalla liquidazione ad oggi sull'approdo della Madonnina pesa una perizia tecnica senza appello «con la quale - scrive Sarti - è stata accertata la situazione da un punto di vista teorico-impiantistico e della sicurezza delle strutture facenti parte dell'azienda. Da tale perizia, redatta nel febbraio 2015, risulta uno scadente stato di manutenzione dei pontili e degli impianti, prevedendo una spesa di circa 400.000 euro per l'adeguamento ad un livello minimo di efficienza nonché alle norme vigenti». Sommando tutte le condizioni date, calcolatrice alla mano, Sarti stima in 600.000 euro il valore di realizzo dei beni materiali della società in liquidazione.

Molto interessante è anche il calcolo fatto dal perito per arrivare a determinare il margine operativo loro della Viareggio Porto: 170.036,98 euro per la Madonnina 8valore medio Ebitda) e 360.076,61 per il Triangolino. Con un totale di 530.113,58 euro. Considerati anche i redditi medi normalizzati netti di entrambe le concessioni: 67.199,27 per la Madonnina e 190.300,97 per il Triangolino. Un calcolo che ha tenuto conto del fatto - è ancora la perizia - «il reddito ha una durata nel tempo a causa delle scadenze delle concessioni demaniali marittime delle aree sulle quali viene esercitata l'attività aziendale». Scadenze oggi appese ad un filo prossimo ad essere tagliato. (d.f.)

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