Sicurezza
Rubano abito da sposa al Mercatino di Taty
Viareggio: i ladri colpiscono nel negozio in via della Gronda. La titolare lancia la ricerca su Facebook
VIAREGGIO. «Ma come si fa ad iniziare un matrimonio con un abito che è stato rubato?», sbotta Tatiana Prosperi, titolare del “Mercatino di Taty” aperto a giugno in via della Gronda. Perché l’abito che mostriamo nelle foto, indossato da un manichino, è stato sottratto al negozio, probabilmente sabato. Prosperi ha affidato a Facebook la denuncia/ricerca del vestito da sposa, una taglia 38/40, apparentemente un modello molto semplice, ma con un retro molto particolare, che lascia gran parte della schiena nuda e ed è molto lavorato.
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«Era nelle custodie appendiabiti - racconta la titolare del negozio - perché fa parte di una settantina di vestiti da sposa portati in contovendita da una boutique al “Mercatino di Taty”. Prezzo attuale dell’abito - spiega Tatiana Prosperi - 400 euro, uno dei più cari «perché qui abbiamo prezzi per le spose da 100 a 500 euro. Ma in negozio il valore sarebbe stato decisamente più alto».
Trafugarlo è stato facile: «È in raso e a sottoveste. Arrotolato sta dentro una shopper con facilità». Prosperi aveva dotato gli abiti di targhetta anti furto: «Ma non avevo punzonato i vestiti per non bucare la stoffa...Ora, dopo, il furto subito li ho messi a tutti...».
Accorgersi del furto in tempi così ravvicinati da quando è avvenuto è stato un caso: «Avevamo una sposa in prova e poiché si tratta di una ragazza molto esile volevamo mostrarle il vestito che poi è risultato rubato. Altrimenti chissà quando mai avremmo realizzato cosa era accaduto. Non è un capo di abbigliamento che si piazza a chiunque...».
Il “Mercatino di Taty” ha aperto i battenti nel giugno scorso. Oggi, dopo essere stata derubata, Prosperi ha deciso di fare quello che tanti suoi colleghi già hanno messo in atto: «Acquisterò le telecamere per il negozio. Io lavoro in conto vendita e la quota a chi mi porta la merce la devo pagare comunque,,, Furto o non furto».
L’appello ora è affidato alla rete, che si è messa in moto per aiutare Tatiana: «Mi rivolgono soprattutto alle sarte, nell’eventualità che qualcuno porti ad adattare il vestito...Sappiate che è un capo rubato».
Data la particolarità delle taglia, che non sta certo addosso a tutte, o il vestito è stato rubato a caso, magari pensando di rivenderlo, oppure il furto è avvenuto su commissione. Anche se - conferma Prosperi - «quell’abito non l’aveva ancora provato nessuna. Ed era nella sua custodia che abbiamo trovato vuota al momento in cui si è presentata una cliente che per taglia poteva essere interessata».
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