Sicurezza
Nonno e nipotino aiutano l’arresto
Danno la bici al carabiniere che insegue e acciuffa un malvivente con dieci chili di hashish
LIDO DI CAMAIORE. «Forza nonno, che aspetti? Dai la bici al carabiniere». Il piccolo ha cinque anni, e come tutti i bimbi di quell’età è vispo più che mai. Ha visto i due militari in divisa che stanno dando la caccia al malvivente. Lui sa benissimo quali sono i buoni e quali sono i cattivi. E da quale parte bisogna stare sempre, senza indugi. Così invita il nonno a dare l’amata bicicletta a uno degli uomini in divisa. Facendo in modo che il militare possa raggiungere e arrestare un corriere della droga, che stava per smerciare dieci chili di hashish in pineta di Ponente a Viareggio. Per un business complessivo di cinquantamila euro.
Indagine vecchio stampo. Tutto, in questa operazione, sembra riportare a un vecchio modo di dare la caccia ai criminali. Non meno efficace, anzi. Sono lo stesso colonnello Marco Rosi, comandante provinciale dell’Arma, e il comandante della compagnia di Viareggio Massimo Amato a spiegare che i carabinieri stavano cercando «con pedinamenti e appostamenti uno dei corrieri che riforniscono gli spacciatori della pineta di Ponente». Perché al di là dei consueti blitz nella zona, l’obiettivo dell’Arma è passare ai livelli superiori. Per capirsi, i venditori all’ingrosso e i fornitori. I militari della stazione di Lido si sono messi sulle tracce di uno dei presunti corrieri, osservandone movimenti e contatti. E sono riusciti a venire a conoscenza dei suoi spostamenti. Così, sabato scorso, sono entrati in azione.
L’inseguimento e l’arresto. Sono le 16 circa quando i carabinieri si avvicinano all’uomo mentre sta armeggiando sulla sua auto, una Fiat Panda. L’uomo si mette un cappuccio in testa e questo insospettisce i militari. Sospetto che diventa certezza quando l’uomo, vedendo i carabinieri, scappa verso Viareggio. L’inseguimento inizialmente avviene a piedi; poi uno dei militari viene notato da un nonno e da suo nipote, che hanno deciso di approfittare di una timida schiarita per uscire con la bicicletta. È il piccolo, raccontano i carabinieri, a sollecitare il nonno a prestare la bici al militare. Che - in un’immagine molto anni Cinquanta - la inforca e si dà all’inseguimento del malvivente. Riuscendo ad arrestarlo assieme ai colleghi in via Boccella, a pochi passi dalla Fossa dell’Abate. A finire in manette è Bouchaib Dakir, 34 anni, cittadino marocchino: secondo quanto riferito dagli uomini dell’Arma era già stato arrestato nel 2014, sempre per spaccio. Dopo averlo catturato, i militari ispezionano la Panda e trovano un trolley con dieci panetti di hashish, ciascuno del peso di un chilo. I militari sequestrano la droga, denaro e vari cellulari.
Le indagini. Sono in corso accertamenti sulle schede dei cellulari per capire quali fossero i contatti del corriere. Una cosa è sicura: rintracciare i suoi canali potrebbe aiutare a combattere lo spaccio in pineta - così come nel resto della Versilia - in maniera più profonda rispetto al consueto, e comunque utile, rastrellamento di spacciatori. «Al momento non è possibile capire da dove arrivi la droga - riferiscono i vertici dell’Arma - è ovvio che il nostro obiettivo è risalire la catena, in modo da evitare in maniera sempre più efficace l’arrivo di stupefacenti sul territorio». Una pista potrebbe essere l’utilizzo delle ville abbandonate come deposito (leggi box): i carabinieri confermano che stanno indagando su questo versante.
@matteotuccini
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