Stazzema indignata per il premio ad una ex SS di Marzabotto
Un Comune del Baden Wurttemberg ha consegnato una medaglia d’onore a Wilhelm Kusterer Guidato da Reder combatteva nella divisione che portò a termine la strage di Monte Sole
STAZZEMA. Quella onorificenza è un’offesa non solo per Marzabotto ma per tutte le vittime del Nazismo. Questo il senso della lettera che Enrico Pieri, presidente dell’associazione delle vittime di Sant’Anna ha inviato al sindaco di Marzabotto, Romano Franchi e al presidente del comitato Onoranze ai Caduti di Marzabotto, Walter Cardi.
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«Caro sindaco, caro presidente, leggiamo con stupore, ma non troppo vi confessiamo, della consegna dalla municipalità di Engelsbrand nel Baden Wurttemberg di una medaglia d’onore a Wilhelm Kusterer, ex Ss, che nell’autunno ’44 si trovava lì a Marzabotto, dove si consumava uno dei più atroci crimini contro i civili italiani da parte dei tedeschi. Lui, uno di coloro che faceva parte di quella maledetta Divisione venuta in Italia con lo scopo di uccidere civili e seminare morte e terrore tra le persone inermi che non imbracciavano un’arma e avevano la sola colpa di essere italiani».
È una ferita ancora aperta per Sant’Anna, quella per cui «a settanta anni di distanza abbiamo visto amnistiati tutti i fascisti che si resero colpevoli con gli alleati nazisti di questi crimini», ricorda Pieri. Che continua: «Abbiamo visto condanne per i responsabili commutate in ergastoli e poi in grazie. Abbiamo conosciuto la triste e dolorosa pagina degli occultamenti dei fascicoli che potevano far svolgere rapidi processi senz’altro più efficaci di quelli che si poterono svolgere con 60 anni di ritardo che consentirono comunque, la definizione di una verità giudiziaria. Si è consentito a questi massacratori delle nostre genti, madri, fratelli, sorelle, amichetti di gioco, padri, nonni, di vivere esistenze serene senza dover pagare per le proprie responsabilità».
L’elenco è lungo. Colui che guidava il massacro di Sant’Anna di Stazzema, Anton Galler, un fornaio - ricorda Pieri - «morì negli anni ’90 nel “buen retiro” che si era costruito dopo la guerra sulla Costa Brava, come fosse un personaggio del libro di Clara Sanchez. Da anni alcuni storici hanno lodato la Germania che avrebbe saputo fare i conti con le proprie responsabilità storiche del Nazismo e da anni le nostre comunità hanno iniziato rapporti di collaborazione con la Repubblica Federale Tedesca, e per quanto riguarda Stazzema anche con il Land del Baden Wurttemberg che non più di un mese fa era a Sant’Anna all’inaugurazione della ristrutturazione della piazza della chiesa, finanziata proprio con i fondi di quel Land che aveva voluto riparare, per così dire, alla archiviazione del procedimento da parte della Procura di Stoccarda nell’ottobre 2012».
Il Comune di Stazzema, dal canto suo, si prepara a conferire la cittadinanza benemerita all’avvocato Gabriele Heinecke che per anni si è battuta per lo svolgimento di un processo in Germania sulla strage: «I cavilli, le archiviazioni, la dilazione dei tempi - prosegue la lettera - hanno fatto sì che alla fine anche l’ultima SS, Gerhard Sommer, già condannata dal Tribunale militare di La Spezia, non potrà essere processata». Ecco perché «non c’è stupore, ma tanto sconcerto e rabbia per quella onorificenza: la fine della guerra non può aver cancellato le azioni di questi criminali, che seppur non condannati da un tribunale tedesco, per noi si configurano come tali».
La protesta non finisce qui. Nei prossimi giorni - annuncia Pieri - «anche per i rapporti che ci legano al Land del Baden Wurttemberg, scriveremo al presidente Winfried Kretschmann e al sindaco di questo piccolo borgo che ha inteso definire quest’uomo un cittadino modello. Avremmo voluto leggere prima del suo pentimento per gli orrori che ha commesso, e magari vederlo in un Tribunale, prima che si potesse giudicarlo degno di una qualsiasi benemerenza o poterlo giudicare come uomo retto. Stazzema, i superstiti ed i familiari delle vittime, vi sono vicini nella battaglia della memoria».
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