Il Tirreno

Versilia

Salvini in Cittadella: «Qui prevale il gioco»

Donatella Francesconi
Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, in visita alla Cittadella
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Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, in visita alla Cittadella

Dopo l’annullamento del corso, il leader della Lega visita gli hangar  e in un tripudio di flash sale e scende dai carri

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VIAREGGIO. Maschere invece delle uova per Matteo Salvini, leader nazionale della Lega Nord, sabato 5 a spasso in Cittadella fuori e dentro gli hangar del Carnevale. Roba da fare impazzire qualsiasi servizio di sicurezza, ma gli uomini del Questore Vincenzo Ciarambino, presente sul posto, e del commissariato di Viareggio, hanno fatto un gran lavoro. Quando Salvini, catapultato nella fabbrica del Carnevale a causa del maltempo che ha mandato in tilt il corso mascherato sul viale a mare, ha deciso che «Carnevale è gioco» e si messo a giocare sopra e sotto le costruzioni rientrate all’ovile. Facendo il pieno di foto, da quelle per gli organi di informazione a quelle con i numerosi fans, con i semplici curiosi, e con un pubblico di donne di ogni età deciso ad averlo per sé anche solo il tempo di un selfie.

Carnevale è un gioco «al di là dell’idea politica», e poco importa se sul carro di Lebigre e Roger insieme al maxi Salvini-nobile Settecentesco ci sono anche un bel po’ di maiali ben pasciuti e di un bel rosa acceso: «Io del maiale mangio tutto. Adoro i maiali, ne mangio finché posso... Con tutto il rispetto per i vegani. E la presa in giro se è intelligente secondo me è geniale», dichiara divertito il politico nazionale.

Salvini entra negli hangar, gioca con le maschere - quelle in carne ed ossa e quelle di cartapesta - sgrana gli occhi di fronte al carro di Fabrizio Galli che sta rientrando dal pomeriggio di delirio che il Carnevale ha vissuto («è spettacolare»), rivolge un fuoco di fila di domande ad Alessandro Santini, ex presidente della Fondazione ed oggi consigliere comunale di Forza Italia, che lo accompagna nella visita: «A Carnevale terminato, i carri che fine fanno? Chi decide chi vince)» e così via domandando.

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Non c’è più la Lega Nord dell’ampolla Padana e del Carroccio?, viene da chiedersi ascoltandolo dichiarare dalla Libia alla Bolkestein, alle unioni civili («gli omosessuali non fanno bambini e non li adotteranno»), alle elezioni nella Capitale a tutto braccio di ferro con Silvio Berlusconi. Forse. Ma i toni rimangono gli stessi, diretti a Matteo Renzi e al Pd in particolare, ma anche al sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, che a detta di Salvini «non è un sindaco legittimo».

La vicenda, tutta aperta, è quella del ricorso al Tar presentato da Massimiliano Baldini, candidato di una coalizione civica, più Lega Nord e Fratelli d’Italia, non andato al ballottaggio per un pugno di voti a separarlo da Luca Poletti, candidato del centrosinistra. «È assurdo che si impieghi un anno per verificare un risultato elettorale - risponde Salvini alle domande dei cronisti -: io chiedo ufficialmente che venga inviata a Viareggio un’ispezione che verifichi cosa sta accadendo...».

Il leader della Lega è convinto che il risultato del riconteggio possa, anzi debba, essere diverso da quello emerso dal primo turno delle amministrative 2015. E se così non fosse, è la domanda inevitabile? «Siamo pronti ad occupare il Municipio e vediamo chi ha la testa più dura», risponde netto Salvini che aggiunge: «Se un sindaco vince legittimamente le elezioni, non ci sono dubbi che debba governare per il tempo del mandato. Ma se la vittoria arriva dopo un risultato elettorale taroccato, allora - alla stessa maniera - non ci sono dubbi sul fatto che si debba fare chiarezza su quelle che sono elezioni rubate».

Poi nell’andare via, perché c’è una cena elettorale che lo attende, la promessa: «Spero di tornare a Viareggio con un po’ meno freddo e un po’ più di sole. Per l’anno prossimo ci organizzeremo in questo senso, promesso...». Ma c’è da giurarci che in città Salvini lo rivedremo ben prima del prossimo Carnevale, magari a fare proseliti in una Forza Italia dilaniata, piuttosto che a sostenere il candidato Massimiliano Baldini, nel caso riconteggio e Tar indicassero che a Viareggio si torna al voto, anche solo in misura parziale.

Qualche voce che si è alzata ad esprimere disappunto per la presenza in Cittadella del leader della Lega Nord c’è stata («pecore, pecore...» si è sentito gridare al gruppone di politici, giornalisti, sostenitori che si spostava da un carro all’altro»). Certo è che la visita di ieri pomeriggio riporta il Carnevale all’attenzione della politica nazionale, quella che i maestri della cartapesta del passato (e qualcuno anche del presente, pensando al carro di Allegrucci) sapevano così ben raffigurare nei suoi difetti.

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