Italia
Cerpelli, unica speranza è un compratore
Ma i tempi sono stretti e i dirigenti della Finder non intendono attivare la cassa integrazione
QUERCETA. I dirigenti di Finder Pompe sbattono ancora la porta in faccia agli operai della ex Cerpelli di Querceta.
È saltato un primo tentativo di accordo, nella prima fase della procedura di mobilità, messa in atto dalla società per portare alla chiusura dello stabilimento ex Cerpelli.
Secondo i sindacati «l’azienda continua a mantenere una posizione di intransigenza nella decisione assunta di chiudere».
Ciò è emerso nell'incontro che si è svolto lunedì in Regione a Firenze, alla presenza del consigliere delegato Simoncini e del sindaco di Seravezza Ettore Neri: l'azienda ha voluto rimarcare la propria fermezza e la propria contrarietà anche ad attivare gli ammortizzatori sociali.
Avrebbero infatti la finalità - secondo le richieste di sindacato e Regione - di traguardare la possibilità di un passaggio di consegne che dia continuità al lavoro a Querceta, rispetto al quale i negoziatori di Finder non si sono detti contrari.
«È del tutto chiaro, come ha dichiarato anche Simoncini, che la ricerca di un eventuale soggetto industriale potenzialmente interessato non si può realizzare in tempi strettissimi - hanno fatto sapere i sindacati della Fiome e l’Rsu - come quelli di una procedura di mobilità (licenziamenti collettivi). Per questo come sindacato proseguiremo nei tentativi di elevare la discussione ad un livello nazionale, affinché sia valorizzato il lavoro svolto nei due rami del parlamento dalla senatrice Paglini e dalla deputata Nardi; il Governo deve essere coinvolto in un tentativo di salvataggio industriale, pena la perdita non solo dell'occupazione, ma anche di un patrimonio di competenze che se venisse disperso rappresenterebbe un forte impoverimento soprattutto del Territorio di cui l'amministrazione comunale ha ben compreso il peso»
Dunque, per adesso, l'unica chance rimane l'entrata in scena di un imprenditore che possa rilevare lo stabilimento della ex Cerpelli.
Come del resto, qualche anno fa, fece proprio la stessa FInder. Intanto si aprirà una nuova fase di trattativa nella sede istituzionale della Provincia di Lucca, e nei prossimi giorni è auspicabile che le verifiche in corso portino a nuovi incontri, «in sedi formali ed informali dei quali renderemo nota ogni possibile opportunità emergesse per salvare il lavoro e l'occupazione alla Finder di Querceta», concludono operai e sindacati.
(t.b.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google