Gioco
Migliaia di ricorsi alla Patrimonio per i tributi 2010-2011
Le proteste dei cittadini che ricevono cifre gonfiate o richieste per tasse non dovute o beni mai posseduti
VIAREGGIO. È ancora caos alla Viareggio Patrimonio, dove sembrano moltiplicarsi i disservizi già segnalati dal Tirreno ad inizio anno. «Mi arriva un accertamento del Comune per mancato pagamento Ici 2011 di 847 euro. Vado alla Viareggio Patrimonio, certa dell'errore (ho sempre pagato) ed insieme a me ci sono almeno altre 10 persone con lo stesso problema», racconta l’avvocato Francesca Charini. Che continua: «Non devo pagare 847 euro ma 70 e solo per un cavillo burocratico. Ho protocollato una richiesta di annullamento e/o rettifica dell'accertamento. La stessa cosa è successa ad almeno la metà delle persone in fila con me, con conseguenti protocolli di altrettante richieste». Dato che si trovava allo sportello, Chiarini ha chiesto di conoscere la propria posizione complessiva: «La dipendente della Patrimonio - racconta - tra l'altro molto gentile, mi ha spiegato che ad oggi possono verificare solo fino al 2012. Da quello che sta emergendo, a quanto pare sembra proprio una diffusa mala gestione del recupero credito... ». La Viareggio Patrimonio è in fallimento e a fine marzo termina l'esercizio provvisorio concesso dal Tribunale. Quanto accaduto negli anni passati (almeno dal 2012) ad oggi nei rapporti tra la società partecipata ed il Comune è descritto nella relazione dell'ispettore del Mef (2014), è all'attenzione dell'indagine della Procura di Lucca sugli illeciti segnalati da quella ispezione, è oggetto della "trattativa" con l'Organismo straordinario di liquidazione. Tra le contestazioni del Mef, il fatto che la Viareggio Patrimonio ha trattenuto 24 milioni di tributi riscossi per conto del Comune e all'Ente pubblico mai riversati. Con la giustificazione della necessità della cifra per mandare avanti la Patrimonio stessa. Tanto avanti che la società è fallita (il curatore è Donato Bellomo), l'affitto della sede non è stato pagato, i programmi informatici necessari non sono stati acquistati, la manutenzione su impianti sportivi e patrimonio immobiliare non è stata eseguita. E l’anno scorso sono arrivati tremila richieste di annullamento in autotutela.
«Ho avuto la stessa esperienza per ben due volte - racconta Giorgio Guidi -: la prima erano 60 euro ed ho pagato; la seconda ho voluto vederci chiaro, ed era errata. Quando ho domandato "ma ho pagato il mese scorso, dunque era sbagliato anche quell'accertamento?" mi è stato risposto "sì, ma ora non possiamo più farci niente!”. La gentilissima ragazza allo sportello, ha aggiunto: "Basta guardare l'intestazione dell'accertamento... Fallimento Patrimonio la dice già tutta. Comunque adesso vado ad informarmi, il problema è che c'è da starci una giornata… C'è il mondo…"».
«È successo anche a me - è la testimonianza di Stefano Matrone -. Mi arriva ogni anno. E la richiesta di annullamento non l'hanno ancora guardata! Quella del 2009! Mi hanno detto di non pagare fino a che non controllano...».
Analoga la storia di Vinicio Galli: «Dopo due ore di fila a gennaio il tutto era nullo. In questi giorni altra notifica per il 2011. Ho scritto al sindaco, segnalando quanto stava accadendo, ma il problema è rimasto tale. Tutti questi denari sperperati per notifiche e altro chi li paga? Noi cittadini. In uno Stato normale il conto sarebbe rimesso a chi sbaglia. Il fatto grave è che era una tassa non dovuta sia per il 2010 che per il 2011». «Stessa cosa è successa anche noi», testimonia Sara Cordoni: «Stesso rituale, in più era già pronta anche quella del 2011 e anche per quella stesso rituale....». Claudio Benedetti commenta: «Visto che siamo già in tanti ad aver segnalato cartelle inesatte, mi domando: ma tutto questo credito che vanterebbe il Comune nei confronti dei cittadini è veritiero? Oppure una buona parte è frutto di errori e quindi inesigibile?».
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