Attenzione
Cinque stelle: l’ombra del danno erariale
La consigliera Pacilio, presidente della commissione di controllo, ha presentato un’interrogazione
VIAREGGIO. Annamaria Pacilio, presidente della commissione di controllo sulla Patrimonio e consigliera Cinque stelle, ha presentato un’ interrogazione a sindaco ed assessore al bilancio Laura Servetti. «Nell'ultima parte del 2015 - ricorda Pacilio - un numero imprecisato di avvisi di accertamento Ici ha raggiunto contribuenti che invece hanno regolarmente pagato nei termini». E fino a prova contraria, l'Agenzia delle entrate dovrebbe aver messo a disposizione della Patrimonio, in tempi brevi, i pagamenti effettuati in favore del Comune a mezzo F24 (codice 5). La circostanza che siano richiesti tributi a cittadini che hanno già onorato le proprie obbligazioni tributarie sembrerebbe confermare come la Patrimonio non abbia certezza di chi in passato abbia pagato e, conseguentemente, nemmeno di chi non abbia invece pagato e debba quindi essere destinatario degli avvisi di accertamento». Il fatto che la Patrimonio rivolga la propria attività neiconfronti di contribuenti in regola con le obbligazioni tributarie - sottolinea Pacilio - «comporta un indubbio danno erariale, non soltanto in quanto spesa inutile, ma anche per le conseguenze dell'inevitabile condanna della Patrimonio nei casi in cui i contribuenti impugnino gli avvisi di accertamento infondati». La consigliera continua: «La società non segnala che il ricorso non è procedibile dinanzi alla commissione tributaria fino alla scadenza del termine di novanta giorni dalla data di notifica del ricorso all'ente impositore, entro il quale lo stesso ente deve concludere la procedura di reclamo». Pacilio chiede ai destinatari dell'interrogazione «se non ritengano opportuno accertare se la Patrimonio sia in grado di consultare le banche dati dell'Agenzia delle entrate; se non ritengano che l'inserimento negli avvisi di accertamento della Patrimonio di informazioni parziali sui termini e sulle procedure di ricorso possa avere l'effetto di scoraggiare i contribuenti dal far valere impropri diritti rispetto ad accertamenti infondati; se non ritengano opportuno emanare nei confronti della Patrimonio puntuali direttive per orientarne l'attività in modo da evitare sia il danno erariale, sia la vessazione dei contribuenti in regola».
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