Il Tirreno

Versilia

Strage, in aula il giallo Gatx Europa

di Donatella Francesconi
Strage, in aula il giallo Gatx Europa

Per il consulente di Gatx Austria la capogruppo non esiste. Ma il pm Amodeo mostra le carte agli atti

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VIAREGGIO. Il volto teso dell’austriaco Peter Lewisch mentre risponde al fuoco di fila delle domande del pubblico ministero Giuseppe Amodeo racconta più di mille parole. Consulente per la posizione di Gatx Austria nel processo per il disastro ferroviario di Viareggio, del 29 giugno 2009, e portato in aula dall’avvocato pisano Tullio Padovani, Lewisch aveva il compito di “sfilare” il più possibile Gatx Austria dalle responsabilità che indagini e capi di imputazione invece attribuiscono alla società.

Laureato in economia e giurisprudenza, professore universitario a Vienna e avvocato, Lewisch è autore di pubblicazioni di diritto costituzionale e penale, oltre che di diritto ferroviario. Forte di questo curriculum, il consulente ha esordito illustrando la «struttura societaria Gatx (proprietaria dei carri deragliati, ndr) con diverse società operative in Europa che esercitavano attività autonomamente in base alla ripartizione delle competenze territoriali. Non esisteva nel rapporto tra le società - ha spiegato Lewisch - nessun diritto di intervento, se non quelli normali di un socio in virtù del diritto austriaco. Non vi era, insomma, un contratto di dominazione». La deposizione è iniziata così e si è conclusa con l’avvocato Padovani che, in riesame - nel tentativo di pareggiare la partita (tentativo fallito per l’opposizione dello stesso presidente del Collegio giudicante Gerardo Boragine) - si è così espresso: «Esistono società che controllano altre società. Gatx Rail Austria era controllata al 100% dal Gatx Germania e così via. Che esistano società controllate e controllanti è pacifico. Ma secondo il diritto austriaco questo forma un gruppo?».

In mezzo, tra società indipendenti (Lewisch) e società controllate (Padovani) ci sono state le domande di Giuseppe Amodeo, carte alla mano, a cominciare dalle missive con intestazione Gatx Rail Europa, società della quale Lewisch ha negato l’esistenza. «Le mostro alcuni documenti ufficiali - è il pm a parlare -: questa lettera porta il marchio Gatx Rail Europa ma è firmata dall’amministratore delegato di Gatx Rail Austria. Non solo. Perché risulta da documenti che il quartier generale di Gatx in Europa coincide con quello di Gatx Rail Austria. Come è possibile affermare che le società gruppo Gatx sono entità perfettamente autonome, considerato che nelle lettere che mostro si fa riferimento espressamente a “società controllate”?». A quel punto Peter Lewisch ha chiesto di poter esaminare i documenti. E qui il volto si è fatto tirato oltre misura, fino alla riposta che ha lasciato tutti a bocca aperta: «Posso rispondere solo genericamente, senza riferimento ai documenti. Questo è quello che ho ricostruito sulla base di estratti, visure camerali, altre carte. Gatx Rail Europa è una definizione non tecnica. Si parlava di modifica della struttura in vista di una vera Gatx Europa Group. Ma è un percorso che si è interrotto in seguito all’incidente di Viareggio. Lo si riprese dopo, per un po', e poi portò ad una riorganizzazione societaria...».

Nel rispondere all’esame dell’avvocato Padovani, Lewisch si è soffermato su quanto svolto dalle diverse aziende (Gatx Austria, Gatx Germania e Officina Jungenthal) per quanto attiene al percorso che hanno fatto le sale montate (asse più ruote) del carrocisterna carico di Gpl deragliato a Viareggio con il risultato di trentadue morti e feriti che ancora devono vedersela con i postumi delle gravissime ustioni: «Tutti hanno agito in base alle proprie competenze distribuite territorialmente, come sancite dal manuale di gestione della qualità. Nei rapporti tra le diverse parti valgono le regole del cosiddetto “principio di affidamento”». Principio per il quale la miglior traduzione è “facciamo a fidarsi...”.

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