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Versilia

Non va in consiglio il Regolamento per fare i referendum

VIAREGGIO. Lo schema del’ordine del giorno per il consiglio comunale dell’8 marzo, approvato dalla Conferenza dei capigruppo, prevedeva il passaggio al voto del consiglio per il Regolamento per la...

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VIAREGGIO. Lo schema del’ordine del giorno per il consiglio comunale dell’8 marzo, approvato dalla Conferenza dei capigruppo, prevedeva il passaggio al voto del consiglio per il Regolamento per la disciplina del referendum. Che in consiglio invecenon andrà, ad ordine del giorno reso noto dal presidente del consiglio, Paola Gifuni. «Prendo atto con rammarico - scrive Luca Poletti, capogruppo Pd e presidente della commissione statuto - che, nonostante le decisioni prese in Conferenza dei capigruppo e la risposta datami dal segretario comunale, è stato deciso di non iscrivere all'ordine del giorno del prossimo consiglio il Regolamento sul referendum che ha avuto voto unanime da parte della relativa commissione da circa due mesi... Il presidente, così facendo, ha deciso di fatto di dare al sindaco un potere di veto su cosa iscrivere o non iscrivere all'ordine del giorno del consiglio comunale». Poletti ricorda che «la prerogativa del presidente è quella di tutelare il ruolo del consiglio e di applicare il regolamento e la legge che non danno al sindaco potere di veto. Invito il presidente a iscrivere il punto all'ordine del giorno e, se vi sono difficoltà, lo stesso sindaco o i capigruppo di maggioranza possono chiedere il rinvio del punto stesso. Non mi sembra una cosa difficile da capire e applicare».

Da parte sua, il segretario comunale Fabrizio Petruzzi, scrive: «Ritengo che fatte salve le motivazioni addotte dal presidente nell’esercizio del proprio autonomo potere decisionale nella predisposizione dell’ordine del giorno, l’iscrizione della proposta di regolamento sul referendum, che ha completato il proprio iter valutativo (in sede di commissione) e tecnico amministrativo (con il parere di cui all’articolo 49 del decreto legislativo 267/2000) possa considerarsi atto dovuto». (d.f.)

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