Il Tirreno

Versilia

A Massarosa una sagra tutti i giorni: scoppia la polemica

Una sagra a Massarosa
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Una sagra a Massarosa

Il nuovo calendario aumenta le possibilità delle associazioni. Ristoranti e hotel: se non è concorrenza sleale questa...

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MASSAROSA. Trecentodieci giorni di sagre, per quanto riguarda quelle storiche. Più le eventuali new entry. E in più, per ogni associazione, la possibilità di organizzare un’altra festa per un massimo di nove giorni. Mentre l’amministrazione comunale si appresta a varare il nuovo regolamento sulle sagre, il mondo della ristorazione dissotterra l’ascia di guerra. «Rispetto per le associazioni che organizzano eventi e feste - dicono - ma ci vuole equilibrio, perché così è concorrenza sleale».

La bozza del regolamento, per ora, è ferma ai box. I commercianti della zona, albergatori ma soprattutto ristoratori, hanno già manifestato, anche formalmente con una lettera inviata dall’Ara (associazione ristoranti e alberghi), il proprio disappunto. Tanto che lo stesso regolamento, per ora, non è stato presentato e votato in consiglio comunale come inizialmente calendarizzato. Il regolamento nuovo andrebbe ad individuare sei aree dove, complessivamente, svolgere 310 giorni di sagre. Il tutto concentrato in pochi mesi, dal primo aprile al 31 ottobre.

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Massarosa è terra principe, in Versilia, per le sagre. Non c’è associazione, sportiva o sociale, che non ne organizzi una. Poi ci stanno anche quelle di partito, come quella di Rifondazione, di Rinascita e del Pd. Così, da aprile a ottobre, chi gira sul territorio si imbatte sempre in una, ma anche due o a volte tre sagre in contemporanea (e alcune zone, come la Gulfa, si trasforma in una sagra senza soluzione di continuità da maggio a settembre). Un bene, forse, per il turista che trova ampia scelta per assaggiare prodotto locali. Un male, sicuramente, per i ristoratori che vedono così sfumare le prospettive di guadagni maggiori nell’estate.

 

Nella bozza di regolamento, inoltre, si identificano 14 sagre storiche, che possono avere una durata di 15 giorni. Ma a queste potrebbero aggiungersene altre, quelle che nel corso dell’anno potrebbero fare richiesta. C'è poi la novità delle feste. Oltre al periodo delle sagre ogni associazione può organizzare una ulteriore festa, della durata di altri nove giorni. Si fissa anche un menù massimo da poter offrire alla sagra, stabilito in 15 portate. E concede, come per i ristoranti, la possibilità di servizio ai tavoli. Troppo, per chi di ristorazione vive, per poter restare in silenzio.

E in effetti l’Ara proprio la mattina di mercoledì 2 ha tenuto una riunione, in vista di un incontro previsto nel pomeriggio in Comune. Nessuno, fanno capire, è contro l’associazionismo, sportivo, culturale, sociale che sia. Ma, nel pieno rispetto delle loro attività, chiedono una regolamentazione più precisa e stringente del fenomeno «per non danneggiare le proprie attività nei periodi estivi, quando il turismo è più attivo sul territorio con le seconde case e le strutture alberghiere che si riempiono». Chiedono inoltre che sia ben delineata la distinzione fra attività di ristorante e sagra «al fine di non creare una concorrenza impropria alle attività economiche in periodi ancora così difficili».

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