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Il comitato residenti: «Ecco perché in Darsena vogliamo l’asse a sud dello stadio»

di Claudio Vecoli
Il comitato residenti: «Ecco perché in Darsena vogliamo l’asse a sud dello stadio»

Il portavoce Raffaele Del Freo: «A decidere sul tracciato siano gli abitanti del quartiere»

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VIAREGGIO. Chiedono che l'amministrazione comunale prenda finalmente una decisione definitiva attesa da decenni. E lo faccia consultando solo i cittadini della Darsena, «perché chi non abita qui non ne conosce i problemi e le esigenze" e dunque "può essere facilmente manovrato, tanto alla fine nulla lo danneggerà».

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Dopo l'invito del presidente della Regione Enrico Rossi a realizzare una volta per tutte l'asse viario che dovrà collegare il porto alla variante Aurelia, il comitato dei residenti della Darsena - che rappresenta una fetta importante del quartiere e da sempre rivendica il suo essere esterno a tutti i partiti - scende in campo per dire la sua sull'argomento. Invitando tutte le parti politiche a non assumere sterili posizioni ideologiche ma ad affrontare con concretezza e razionalità il problema della viabilità in un quartiere dove si entra e si esce solo da un numero esiguo di strade. Con tutto ciò che ne deriva per il traffico (nelle ore di punta) e l'inquinamento da smog.

Ostaggio delle auto. A portare avanti la battaglia per realizzare una nuova strada a sud dello stadio è Raffaele Del Freo, storico portavoce del comitato. Che da sempre si batte per far sì che il quartiere dove vive si doti di una migliore rete viaria in entrata ed uscita. «In Darsena si viene al lavoro nelle decine di cantieri navali o al porto. Si va a scuola in mezza dozzina di istituti superiori di rilievo versiliese (dall’Itc Piaggia al Nautico Artiglio, dall’alberghiero all’istituto professionale Marconi al liceo sportivo), in una scuola media e in tre tre asili nido che servono tutta la città. Si va al mare negli stabilimenti balneari del vialone. Si va a praticare sport o ad assistere a manifestazioni sportive nelle tante strutture che ci sono (stadio, piscina, campo scuola). Ci si va a divertire nei tanti locali sorti negli anni sulla Marina. Tutto utilizzando solo due strade in entrata e altrettante in uscita. E basta venire qui la mattina dalle 7,30 alle 8,30 - ma anche all'uscita dei cantieri, o delle scuole o in estate quando si rientra dal mare - per rendersi conto cosa vuol dire. Per questo chi abita qui vuole nella stragrande maggioranza che sia realizzata una nuova strada a sud dello stadio per decongestionare un quartiere che non ce la fa più a convivere con un simile assalto giornaliero di auto e mezzi pesanti. E non è vero che con la crisi il traffico è diminuito. Io che ci abito lo posso constatare personalmente tutti i giorni».

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Strada ecocompatibile. Del Freo, poi, non ci sta ad essere dipinto come un rappresentante di chi vuol cementificare la Pineta. «Una nuova strada a sud dello stadio non è invasiva né pericolosa come qualcuno vuol far credere. Via Marco Polo, via Zara, il viale dei Tigli non sono forse all'interno di Pinete? Non mi sembra che le abbiano danneggiata». Poi aggiunge. «Io, come chiunque abita in Darsena, ritiene la Pineta un bene prezioso per il quartiere dove poter fare una passeggiata, portare i bambini a giocare o praticare sport. Noi siamo i veri primi custodi di questo polmone di verde: molto più di tanti ecologisti che alzano la voce ma forse non ci hanno mai nemmeno messo piede tanto che non sanno neppure in che stato di degrado versa. Ebbene, noi vogliamo che il nuovo asse a sud dello stadio sia fatto bene e non sia una semplice striscia di asfalto che collega la via Salvatori all’area Fervet. Vogliamo che sia ridotto al massimo l'impatto ambientale, che la strada sia separata dalla pineta con dossi che la nascondano, che vi sia assolutamente impedita la sosta ai lati. In Germania o in Austria ci sono autostrade che attraversano parchi nazionali. Qui serve una semplice strada a doppio senso, mica chissà cosa...».

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Del Freo invita poi l’amministrazione comunale a guardare alla nuova strada dietro allo stadio come ad una occasione di riqualificazione. «La Regione Toscana, che giustamente vuole modernizzare la viabilità per il porto, è pronta ad investire in questa strada. Ebbene, noi chiediamo che l’asse diventi un esempio di infrastruttura ecocompatibile che faccia da esempio e da modello anche al di fuori della nostra città. Lo ripeto: noi abitanti siamo i primi a voler preservare il più possibile la Pineta. Ma non facciamo campagne ideologiche su una decina di pini da sacrificare. E ripiantiamone il doppio o il triplo là dove ora stanno cadendo ad ogni soffio di libeccio».

Via dei Tigli a bici e pedoni. E ancora. «La realizzazione della nuova strada a sud permetterebbe inoltre di poter chiudere al traffico almeno l'ultimo tratto del viale dei Tigli, trasformando così quel pezzo di strada, oggi pericolosissimo da attraversare, in una sorta di strada pedonale e ciclabile gemella al viale Capponi nella Pineta di Ponente».

Bocciata via Petrarca. Del Freo boccia invece senza appello l'ipotesi alternativa di una viabilità che utilizza l'attuale via Petrarca come asse di penetrazione. E non solo per la tortuosità del percorso. «Innanzitutto sull'asse di via Petrarca o nei suoi immediati paraggi si trovano alcune scuole (il Colombo, il Marconi, le Jenco, il Nautico), una chiesa, una casa di riposo. E non è certo un caso che qui da molti anni sia stato istituita una zona 30. Inoltre la via Petrarca è larga appena otto metri e dunque il passaggio dei mezzi ingombranti come quelli utilizzati dai cantieri navali può risultare difficile. Salvo che non si decida di istituire un divieto di sosta lungo i due lati della strada che risulterebbe però alquanto impopolare».

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