Finanza
Il Comune sfratta il centro sociale Sars
La risposta: dopo 13 anni non ci lasceremo intimidire da un pezzo di carta
VIAREGGIO. Anche il Sars (Spazio antagonista di resistenza sociale) sotto sfratto così come tutte le altre associazioni cittadine che hanno sede all’ex Tiro a volo ed in altre strutture del Comune. Ad assegnare lo spazio al Sars fu l’amministrazione Marcucci, ormai tredici anni fa. «Nel 2009, con la scadenza della convenzione - ricorda il comunicato diffuso ieri dal Sars - facemmo tutti i passaggi burocratici necessari per ottenere il rinnovo. Ma da allora dal Comune è giunto solo un silenzio tombale. Questo perché in realtà tutta l'area adiacente alle piscine comunali è stata semplicemente abbandonata a sé stessa e al degrado: basti dire che le uniche volte che sono state curate le aiuole del parcheggio, lo abbiamo fatto noi volontariamente e senza chiedere uno spicciolo a nessuno. Ma questa vicenda, oltre che essere assurda, è anche di una gravità estrema. Infatti è evidente quelle che sono le intenzioni della giunta Del Ghingaro: far pagare il debito del Comune, creato da anni di mala amministrazione e dalle manovre dei poteri forti della città, sulle spalle dei più deboli. Farlo pagare a chi occupa perché strozzato dalla crisi non riesce più a pagarsi un affitto, alle associazioni che cercano dal basso di dare dei servizi a costo zero alla cittadinanza, oppure di creare momenti importanti di aggregazione e socialità. Quelle stesse associazioni che, in un momento di estrema difficoltà come quello attuale, non solo non andrebbero sgomberate, ma dal nostro punto di vista andrebbero addirittura sostenute nell'importante lavoro che portano avanti».
La reazione del Sars è chiara: «Non ci lasceremo certo intimidire da un pezzo di carta: ad un sindaco che in nome della legalità vuole fare una vera e propria mattanza sociale e distruggere esperienze di aggregazione e socialità dal basso che durano da anni, noi risponderemo resistendo e cercando di unire tutti coloro che non vogliono pagare una crisi che non hanno creato, ma che subiscono da anni».
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