Sicurezza
Toscana e Liguria marciano divise contro la Bolkestein
L’assessore regionale al turismo Ciuoffo a Balnearia: sbagliato impuntarsi sulla richiesta di proroga trentennale
MASSA CARRARA. «La Regione Liguria ha fatto un grande errore. Noi continuiamo a sostenere l’opzione, portata avanti dal Governo, della proroga delle concessioni lungo un doppio binario». Arriva da Balnearia - la fiera dedicata alla balneazione e alle attività turistiche ricreative, che ha preso vita ieri a Marina di Carrara - il commento dell’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo, in merito al braccio di ferro tra Italia e Unione europea sulle concessioni balneari. A smuovere acque che sembravano essersi, almeno un po’, calmate, le conclusioni dell’avvocato generale della Corte di giustizia, Maciej Szpunar, secondo cui la legge con cui il Governo - nel 2009 e nel 2012 - ha garantito la proroga automatica delle concessioni demaniali marittime e lacustri per attività turistico-ricettive fino al 2020, è contraria al diritto europeo. In poche parole: illegittima, le proroghe non s’hanno da fare.
E non era proprio una novità: già la Commissione europea si era pronunciata con un secco no, in quanto - diceva - in contrasto con la direttiva Bolkestein, la quale vuole che le concessioni demaniali vengano assegnate (a partire dal 2018) con asta pubblica.
Il principio dell’Ue è chiaro: è suolo pubblico e deve essere aperto alla concorrenza. Da qui la nascita della contestata direttiva. La posizione delle Regioni, nel campo, è piuttosto unanime e indirizzata a salvaguardare i balneari. Ma sulle modalità di azioni l’unanimità è un optional. Il consiglio regionale della Liguria ha approvato infatti una mozione che impegna il presidente Giovanni Toti e la sua giunta ad «agire nei confronti del Governo affinché prolunghi la scadenza delle concessioni balneari per almeno 30 anni». Una scelta «azzardata», secondo l’assessore regionale al turismo, Ciuoffo, il quale ribadisce invece che l’opzione toscana è migliore. «Dobbiamo - dice l’assessore - operare incisivamente sul rinnovo delle concessioni con procedura di evidenza pubblica, così come tracciato nelle linee guida che la giunta regionale ha di recente approvato e che stiamo perfezionando verso l’adozione e una integrazione di legge. La posizione di alcune regioni, ferme sulla richiesta di proroghe trentennali come unica prospettiva percorribile, rischia di riversare sugli operatori conseguenze insostenibili».
L’opzione toscana è la seguente: in pratica la Regione dà la possibilità ai Comuni di concedere proroghe ai balneari che investono. Le proroghe possono andare dai 6 ai 20 anni. E gli investimenti possono essere: un progetto per migliorare, abbellire, riorganizzare o modernizzare il proprio stabilimento; un progetto per il ripascimento della spiaggia, o per il lungomare, o per l’energia rinnovabile delle strutture che insistono sulla costa, o per la costruzione di piste ciclabili. «In questo modo - continua l’assessore - otteniamo anche l’obiettivo di riqualificazione del territorio, cosa che con la proroga trentennale non si otterrebbe».
Non rimane quindi che aspettare la sentenza della Corte di giustizia europea, per capire se accoglierà o meno le conclusioni dell’avvocatura, anche se raramente non lo fa.
Anche l’assessora al turismo del Comune di Massa esprime le sue preoccupazioni per il settore. «Mi auguro - commenta a margine del taglio del nastro della fiera - che anche lo Stato e la Regione ci mettano l’impegno per risolvere nel modo migliore questa situazione». «Dietro l’attività balneare ci sono la storia e il sacrificio di molte persone - commenta invece il Sottosegretario del Ministero della Giustizia Cosimo Maria Ferri - di famiglie che da generazioni si tramandano l'attività e che, con impegno e determinazione, contribuiscono alla crescita economica del settore e alimentano un indotto molto importante per l'economia nazionale. Non possiamo disperdere tutto ciò ed è per questo che il Governo farà sentire ancora la propria voce in Europa per tutelare questo settore, i nostri imprenditori e le aziende che investono sul nostro territorio».
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