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Via Fondi fa paura «Vado al lavoro e rischio la vita»

Via Fondi fa paura «Vado al lavoro e rischio la vita»

La titolare del negozio “La perla nera” chiede il senso unico «Così come è oggi questa strada è troppo pericolosa»

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CAMAIORE. «È come la roulette russa. Ma anche oggi è andata bene». Ha l’aria sollevata di chi anche stavolta è riuscita a scamparla, Antonella Marcuzzo, titolare del negozio di abbigliamento “La perla nera” in via Fondi a Camaiore. La ragione di tanto sollievo non ha niente a che vedere, per fortuna, con rapine o episodi di criminalità. Il motivo è la scarsa sicurezza che caratterizza il tratto stradale che collega la zona del Prado con la via Provinciale. La carreggiata stretta, l’asfalto sconnesso, il traffico dei mezzi pesanti e l’indisciplina degli automobilisti l’hanno trasformata da utile scorciatoia per il centro storico in inferno, soprattutto per ciclisti e pedoni. Una situazione che il Comune conosce da tempo, ma alla quale non sa trovare soluzione.

Tante le proposte pensate per migliorare la sicurezza in via Fondi: quella più percorribile riguarderebbe l’instaurazione di un senso unico, per limitare il traffico nel tratto. Ma perché allora non è ancora stato fatto nulla? La ragione è semplice: la proposta in questione continua a trovare la ferma opposizione di alcuni commercianti della zona che temono un ridimensionamento degli affari in caso di variazione della viabilità. A fare eccezione c’è la signora Antonella, che da anni conduce, a pochissimi metri dall’incrocio con la Provinciale, la sua attività di vendita di capi d’abbigliamento e che si è fatta portavoce del malcontento di chi rivendica a gran voce più sicurezza.

«Vivo questa strada per molte ore al giorno – dice – e vi assicuro che uscirne indenni non è cosa da poco. Oltretutto c’è un notevole transito di mezzi pesanti con tutti i disagi che ne derivano. Di sera poi c’è da avere paura: sono costretta a mettermi addosso delle lucine a intermittenza, tipo quelle di Natale, per rendermi visibile e non farmi mettere sotto».

Il profondo disagio della signora Antonella è legato anche ad una spiacevole disavventura personale occorsale nel luglio scorso: «Per attraversare via Fondi – racconta – ed evitare di essere investita sono caduta inciampando in una buca sull’asfalto, rompendomi il naso. La cosa più grottesca è che l’unico a fermarsi e prestarmi soccorso è stato un carro funebre…».

Uno scenario tutt’altro che conciliante quindi per chi decide di percorrere via Fondi in bici o a piedi: spesso per non rischiare di essere investito c’è chi si arrampica sui muretti delle case o chi è costretto a trovare rifugio dentro i negozi. «Alla proposta del senso unico alcuni commercianti del Prado si sono opposti. Mi domando se per loro conta di più la sicurezza stradale o la bottega. E lo dico andando contro i miei interessi, essendo proprietaria di un negozio. Se non vogliono il senso unico, che almeno ci aiutino a trovare una soluzione alternativa che garantisca la sicurezza».

Il Comune ha le mani legate. Il nodo è l’eventuale viabilità alternativa: «Manca una soluzione che non vada a stravolgere la viabilità attuale e che permetta comunque un agile ingresso sul Prado»– spiegano da Palazzo Civico. L’unico rimedio tampone attuabile fin da subito è un incremento dei controlli della Polizia Municipale.

Alessandro Bracci

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