Il Tirreno

Versilia

Troiso nel Gruppo misto: scontro sul forno crematorio

di Donatella Francesconi
Troiso nel Gruppo misto: scontro sul forno crematorio

Il consigliere era stato eletto con la Lista Del Ghingaro e aveva avuto una delega Pasquinucci dà il benvenuto e annuncia: vorrei fosse il nostro capogruppo

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VIAREGGIO. Tre incontri con il sindaco e poi la decisione di lasciare il gruppo “Lista Del Ghingaro” con la quale è stato eletto consigliere comunale. Luigi Troiso, al secondo mandato (il primo con l’amministrazione Betti e la lista civica “Viva Viareggio Viva”) da ieri è passato nel gruppo misto dove siede anche Stefano Pasquinucci, eletto nella stessa lista alle ultime amministrative. «Una serie di questioni poste dai cittadini, non ultima quella della costruzione dell’impianto di cremazione a Torre del Lago - spiega Troiso non ricevono dignità di accoglimento da parte del sindaco. Alla luce di questo non resta che aderire al Gruppo misto, nel doveroso rispetto di tutti coloro che mi hanno votato e che manifestano costantemente stima per la mia coerenza».

A Del Ghingaro Troiso ha chiesto «di revocare la delibera dell’impianto di cremazione e avviare prima la consultazione popolare». La risposta, però, non poteva che essere negativa: l’Azienda speciale pluriservizi (Asp) sta spingendo i motori al massimo per la realizzazione dell’intervento.

Stefano Pasquinucci commenta così la scelta di Troiso: «Io credo che nella lista Del Ghingaro qualche domanda se la debbano porre, se primo e secondo dei più eletti l’hanno lasciata...Sarei ben contento se Trosio accettasse di fare il capogruppo del Gruppo misto, ma ne dobbiamo ancora parlare».

Quello del consigliere Troiso, per il capogruppo della Lista Del Ghingaro, David Zappelli, «è lo sbocco naturale di un percorso fatto, che rendeva ampiamente prevedibile l’esito. È inevitabile che da un certo punto di vista ci metta in discussione. Anche se potrebbe prefigurare perfino un serrare le fila». Poi, Zappelli ci mette un po’ di quella ironia che la politica troppo spesso non usa: «E poi, come andrà a finire - come si dice - lo scopriremo solo vivendo...».

A proposito di vite, intensamente condotte, sembrano rientrate le dimissioni di Gabriele Tomei, presidente della commissione sociale, docente universitario, impegnato in progetti umanitari che lo portano spesso in Africa. Ad inizio anno sembrava che gli equilibri di lavoro finissero per prevalere, portando Tomei a lasciare il consiglio lasciando il posto a Carlo Lippi, primo dei non eletti per la stessa lista. Uno scenario che per il momento non sembra destinato a concretizzarsi.

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