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Simoni: ecco perché serve un ristorante alla Versiliana
PIETRASANTA. Un ristorante gestito da professionisti del settore selezionati con un bando. Mentre infuriano polemiche e proteste - con tanto di nascita di un Comitato pronto a dire no al progetto...
PIETRASANTA. Un ristorante gestito da professionisti del settore selezionati con un bando. Mentre infuriano polemiche e proteste - con tanto di nascita di un Comitato pronto a dire no al progetto - dalla Fondazione Versiliana emergono nuovi dettagli sull’idea di realizzare un vero e proprio ristorante all’interno del parco, più esattamente nella Fabbrica dei Pinoli, già sede espositiva. «Chi viene a teatro, così come succede in tutto il mondo, gradisce anche il ristorarsi. In Versiliana c’era già un bar - si legge sulla bacheca facebook del direttore artistico della Fondazione Massimiliano Simoni - che senza averne le licenze svolgeva servizio di ristorante: vogliamo solo regolarizzare le cose con strutture adeguate. Il ristorante sarà gestito da professionisti di settore che saranno selezionati dietro apposito bando, quindi da soggetti che già operano nella ristorazione. Con la liberalizzazione del commercio non credo si possano limitare le strutture e le volontà di chi intraprende. Più servizi adeguati portano lavoro a tutti. Convenzionarsi con altre attività di ristoro? È sicuramente possibile, ma chi viene in Versiliana o ha già mangiato o prende un panino, oppure vuol cenare all’uscita del teatro in tarda serata, quando la maggior parte dei ristoranti sono già chiusi: questo è il servizio che intendiamo dare».
Chi plaude a Simoni è il capogruppo di maggioranza Alberto Giovannetti. «L’idea del ristorante è funzionale all’attività della Versiliana: non ci sarà nessun aumento volumetrico e né verrà, ovviamente, toccata una pianta, per la realizzazione di questo spazio. Chi vuole che niente cambi, anche nel parco, si dimentica che tutte le realtà turistiche si adeguano ai tempi e propongono nuovi pacchetti e offerte. E non dimentichiamo che il Comune non può più permettersi di pagare l'attività della Fondazione anche quella fatta negli ultimi cinque anni. Enti e società devono sapersi auto- finanziare: altrimenti o si chiudono o si danno in gestione ai privati. Ben venga, quindi, il progetto, da realizzare in tempi brevi, un ristorante nel parco».(l.b.)
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