Sicurezza
Il Governo ai balneari «Uno spiraglio c’è»
Il sottosegretario Baretta: gare inevitabili, ma tuteleremo i concessionari
VIAREGGIO. C’è uno spiraglio per evitare l’azzeramento del turismo balneare. Dopo il siluro arrivato dall’Europa, il Governo - per bocca del sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta - cerca di spargere balsamo sulle ferite dei concessionari. Spiegando che gli imprenditori oggi al lavoro sulle spiagge dovranno avere qualche forma di tutela. Soprattutto se hanno investito denaro.
Il sottosegretario Baretta, sul proprio sito web, assicura che con Bruxelles si può trattare. Anche se da un punto non si prescinde: le concessioni delle spiagge dovranno essere riaffidate con gara pubblica. Del resto le parole dell’avvocato generale della Corte di giustizia europea Maciej Szpunar non lasciano molto spazio: nessun rinnovo automatico, nessuna proroga ulteriore a favore dei privati verranno accettate. Ma quando ci saranno le gare? Baretta non lo dice. Le voci parlano di un paio d’anni, comunque prima del 2020 (data di scadenza delle concessioni sempre più in bilico). Nel frattempo il Governo dovrà approvare la riforma del Demanio. «I nodi della riforma - dice Baretta - sono due: la durata delle concessioni, che devono essere sufficientemente lunghe per remunerare gli investimenti, e gli indennizzi per coloro che le gare non le vinceranno, ma gli investimenti li hanno comunque avviati in passato». In un’intervista al Messaggero Baretta rincara la dose: «Non si può mandarli via e basta, occorre riconoscere qualcosa per quanto è già stato fatto». Viene da aggiungere: anche chi ha promesso che farà, e l’ha messo nero su bianco nella richiesta di rinnovo ventennale della concessione (il cosiddetto atto formale) non può essere cacciato su due piedi. Che i balneari piacciano o meno, se investono soldi e fanno girare l’economia devono essere trattati come un’impresa, e non come un nemico. Questo sembra averlo chiaro l’Esecutivo, ma anche la stessa Unione Europea. Che nelle pieghe della sua normativa - persino la stessa direttiva Bolkestein - prevede che nelle procedure di selezione siano soppesati le esigenze sociali, i posti di lavoro (soprattutto l’utilizzo di personale locale), la sostenibilità ambientale e il patrimonio culturale. Su questo potrà far leva il Governo quando andrà a preparare la legge, e su questo possono puntare i balneari non per impedire le cosiddette “aste”, ma per garantirsi un futuro nel nuovo sistema.
Nel frattempo la categoria si prepara al primo appuntamento importante dopo la presa di posizione dell’avvocato generale Szpunar. E cioè la fiera di settore Balnearia, che si terrà a Marina di Carrara nei primi giorni della prossima settimana. Un appuntamento fondamentale perché martedì arriverà il nuovo ministro agli Affari regionali, Enrico Costa. Che dialogherà sia con esponenti istituzionali - tra cui il presidente della Liguria Giovanni Toti - sia con i legali che hanno seguito i balneari nel contenzioso finito di fronte alla Corte di giustizia europea. Proprio a Balnearia, già da lunedì alle 14, ci sarà un presidio organizzato da alcuni concessionari.
«Il nostro nemico non è l’Europa - afferma Graziano Giannessi, presidente regionale del sindacato Sib Confcommercio - i nostri nemici sono stati i Governi passati, e l’attuale Governo. Che addirittura un anno fa, nella persona del sottosegretario Sandro Gozi, ci promise la legge di riordino in tempi brevi con i quattro punti su i quali tutti erano e sono d’accordo: i sindacati, associazioni, comitati e anche l’Esecutivo. Il Sib Confcommercio Toscana sta attualmente lavorando in Regione, trattando con tutti gli organi preposti al fine di ottenere criteri legittimi e conservativi per garantire ai concessionari un contratto salvaguardia di almeno 6-20 anni, da opporre ad una eventuale sentenza negativa della Corte di giustizia. Comunque i concessionari hanno in mano titoli validi fino al 2020 che costituiscono atti amministrativi di Comuni e Regioni. Attraverso i quali condurremo battaglie legali infinite in tutte le sedi preposte, in Italia ed in Europa».
atteotuccini
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