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Storia di Ilenia: così ho sconfitto il tumore

di Luca Basile
Storia di Ilenia: così ho sconfitto il tumore

Mamma di Pietrasanta racconta la sua battaglia vincente contro la malattia: "La mia è una storia che può dare speranza e fiducia a chi si trova nelle condizioni in cui mi ero ritrovata io"

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PIETRASANTA. «Oggi sto bene, sono felice. Ritorno a vivere anche se in realtà non ho mai smesso di farlo». Ilenia Fabris ha 39 anni e due figli: abita a Valdicastello, ma l’ultimo anno lo ha visto scorrere fra le mura degli ospedali, obbligata a seguire cicli di chemioterapia e radioterapia per debellare una forma tumorale maligna. «Sia al Versilia che a Lucca ho avuto a che fare con medici competenti e di cuore: e questo mi sembra giusto evidenziarlo in un momento in cui la sanità è spesso criticata e contestata» racconta Ilenia che ha visto il suo universo quotidiano modificarsi bruscamente poco meno di un anno fa.

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«Dimagrivo molto, così, senza apparente motivo. Il medico ci volle vedere chiaro: dopo un'ecografia mi diagnosticarono una calcificazione ad un seno. I successivi esami, purtroppo, confermarono la presenza di un tumore maligno. Da lì all'intervento chirurgico fu tutto abbastanza immediato: bisognava rimuovere il tumore senza perdere altro tempo. Dopo l'operazione, era luglio, ho cominciato la chemio: certo, come per molte altre persone - continua Ilenia - non è stato semplice, ma non ho mai smesso di sperare. E, soprattutto, non ho mai smesso di fare la mia vita: in famiglia, col lavoro. Fermarsi, compatibilmente col proprio stato di salute, non ha senso. E, soprattutto, non serve a niente».

Dopo i cicli di chemio al Versilia, la radioterapia a Lucca. «Anche in questa struttura ospedaliera mi sono trovata bene, per competenza professionale e umanità che è poi quello che chiede un paziente. Ho concluso l'ultimo ciclo di recente. Ed è andato tutto bene, esco finalmente dagli ospedali. Racconto la mia vicenda personale per due semplici motivi: da una parte intendo ringraziare tutti coloro che mi sono stati vicini, amici e parenti, quindi, ma soprattutto i medici, come il dottor Berti, il dottor Francesconi, e tutto il reparto di senologia del Versilia, il dottor Puccinelli e lo staff di oncologia".

"L'altro motivo è che rendere pubblica la mia storia può essere un motivo di conforto e fiducia per chi, oggi, sta vivendo quello che ho vissuto io. Dopo un anno di lunga battaglia, di cicli e ospedali, posso infatti finalmente dire, ho vinto io. Il mio è un grido di gioia che voglio condividere - aggiunge Ilenia - con più persone possibili. Da tutta questa vicenda, dolorosa, ma così importante, ho capito che bisogna avere fiducia in noi stessi, in chi ci vuole bene e soprattutto in chi ci assiste e cura».

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