Il Tirreno

Versilia

Raddoppia la tassa marmo a Seravezza

di Tiziano Baldi Galleni
Raddoppia la tassa marmo a Seravezza

Aggiornati i valori con l’Arabescato Cervaiole (1700 euro a tonnellata) considerato il più pregiato e quindi più caro

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SERAVEZZA. L’Arabescato Cervaiole ha un valore minimo di mercato di 1700 euro a tonnellata. Ma se il blocco di marmo è difettoso o di forma irregolare il prezzo scende fino a 850 euro. Sono dati estratti dalle nuove tabelle che ha approvato Seravezza. Sulla base delle quali verrà calcolato il contributo sull’estrazione. Con l’aiuto di un geologo esterno, Emanuele Sirgiovanni, l’amministrazione ha i aggiornato i valori di mercato di tutti i materiali lapidei presenti sul territorio. Così, da inizio anno la tassa marmo per le imprese seravezzine sarà più cara. Non è facile stimare di quanto, ma potrebbe essere i il doppio. Il marmo più costoso di Seravezza è il Breccia Rio Serra, che si estrae nella cava Mossa sull’Altissimo: se il blocco è perfetto, ha un prezzo di 1800 euro a tonnellata. Sempre in base alla perizia del geologo, ma non sono tutte cifre da mercato del lusso. Sul sistema dell’Altissimo, a cava Macchietta il Bianco Porracci (assimilabile ad un ordinario bianco C) ha un valore di 400 euro a tonnellata; un blocco perfetto di Arabescato Mossa 800 euro a tonnellata, il Bianco Trambiserra dai 200 ai 250 a tonnellata, mentre il Bardiglio Costa (Blu turquine) 500 euro. Precedentemente, i valori medi venivano stabiliti d’ufficio dal Comune. Ma come aveva già spiegato il sindaco Ettore Neri si andava incontro a «grandi difficoltà a quantificare in modo adeguato il valore delle varie tipologie di marmo, non avendo relazioni dirette con il mercato, spesso di carattere internazionale e in assenza di uno specifico osservatorio». Si calcolava spesso il contributo con valori più bassi rispetto a quelli effettivi. Così, nel 2015, l’amministrazione Neri ha aperto un bando pubblico rivolto ad esperti in marmi e graniti della Camera di commercio, e in possesso di una certa esperienza. Il sindaco Neri ha stimato che da questa operazione il comune potrebbe avere annualmente un’entrata raddoppiata. Un calcolo approssimativo l’attesterebbe quasi intorno a 300 mila euro. Ovviamente a parità di tonnellate di materiale da lavorazione estratto. Infatti qui potremmo aprire un capitolo a parte: sono le stesse aziende del lapideo che autocertificano la quantità di marmo asportato, cava per cava. La Legge regionale 78 del ’98 – quella che appunto regolamenta l’attività d’escavazione - prevede che le aziende versino una percentuale del ricavato (massimo 5,25%) che va perlopiù al Comun e solo in minima parte a Regione e Asl. Seravezza applica pari pari il 5,25%, ed è forse uno degli unici comuni che si è rivolto ad un professionista per stilare una tabella di valori economici aggiornati. «Questa operazione si basa su uno studio tecnico scientifico certificato – ha detto il sindaco Ettore Neri – Le entrate che ne derivano serviranno per opere di miglioramento della viabilità, ad esempio, o per le bonifiche ambientali, ed altri servizi di compensazioni rispetto al lavoro delle attività di estrazioni».

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