Sicurezza
No alle modifiche al piano dei parcheggi
Confcommercio chiede al Comune di ridiscutere tutto: «Così si danneggiano le attività»
VIAREGGIO. Le novità del piano della sosta non piacciono a Confcommercio Viareggio. L’associazione dei commercianti, in una nota diffusa ieri pomeriggio, esprime la sua piena contrarietà in merito alle modifiche entrate in vigore lunedì.
«Al di là della poca informazione che è stata data rispetto a queste novità - critica il presidente di Confcommercio Piero Bertolani - ci preme sottolineare che questo provvedimento così incisivo è stato portato avanti dall’amministrazione comunale senza consultare minimamente le categorie economiche. È di tutta evidenza come ridurre della metà la sosta gratuita e aumentare sia la sosta minima sia - e di ben due euro - la tariffa per la sosta giornaliera siano misure che vanno pesantemente ad incidere sul tessuto commerciale della città. Più volte - aggiunge Bertolani - abbiamo denunciato, ed è comunque sotto gli occhi di tutti, il momento di sofferenza che stanno attraversando le attività economiche e questa delibera rappresenta un colpo pesantissimo per le imprese, in particolare della Darsena, del quartiere Marco Polo e anche del centro, con il Piazzone che rischia di accusare ancor più delle altre zone questa ulteriore mazzata».
Da qui la richiesta di un passao indietro da parte del Comune. «Chiediamo pertanto con forza - sottolinea il presidente di Confcommercio Viareggio - di poterci confrontare direttamente con l'amministrazione per rivedere tutto il piano della sosta, argomento su cui abbiamo le idee ben chiare e che rappresenta un punto essenziale per provare a ridare un po' di ossigeno agli esercizi. Al di là di questi aumenti ingiustificati, infatti, va notevolmente incrementata anche la segnaletica delle zone di parcheggio a servizio delle aree commerciali, al momento completamente assente: chi arriva a Viareggio oggi sa assolutamente dove andare a parcheggiare ed è una situazione ormai paradossale».
«La situazione di dissesto delle casse comunali- termina Bertolani- può giustificare la previsione del massimo importo delle imposte locali ma continuare a penalizzare cittadini ed imprenditori non è certamente la strada per uscire dalla crisi quanto piuttosto un modo per stringere ancor la spirale negativa che attanaglia la città, a maggior ragione quando si tratta di misure non obbligate per legge ma frutto solo di volontà politica come queste».
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