Sicurezza
Nessun controllo sui carri affittati all’estero
Fs non ha i documenti delle manutenzioni. Il caso di Grosseto, sei mesi dopo il disastro di Viareggio
VIAREGGIO. I proprietari dei carri merci - Trenitalia non ne ha per il trasporto merci pericolose e li affitta all’estero - «devono fornire all’impresa richiedente tutta la documentazione attestante i controlli)» chiede il pm Salvatore Giannino a Pietro Vicino, testimone dell’avvocato armando D’Apote, legale di Fs e del loro ex amministratore delegato, Mauro Moretti. «Devono - risponde Vicino che nel 2009 era responsabile dell’ufficio legale ed organizzazione del personale di Fs Logistica - ma noi siamo uno spedizioniere, non un’ impresa ferroviaria».
Sarà. Eppure tra il primo ed il due luglio c’è uno scambio di email (agli atti) tra Furio Bombardi, per Fs Logistica e Gatx: Bombardi chiede di avere subito informazioni riguarda a chi ha costruito i carri, l’anno in cui carri e componenti degli stessi sono stati manutenuti, quale impresa ha richiesto l’omologazione del carro e quale ha provveduto alla certificazione.
Nelle stesse ore sui binari di Viareggio c’era anche Enrico Paoletti, ieri in aula come testimone, che all’epoca dei fatti aveva sotto di sè le officine Chemical Cargo. «Mi sono occupato di capire chi fosse il detentore del carro», è la sua testimonianza. «Quindi aveva già capito all’alba del primo luglio che c’era stato un problema di manutenzione?», domanda il pm Salvatore Giannino. «Del carro non sapevo quasi niente», ammette Paoletti. Al quale l’avvocato Maurizio Dalla Casa, per le parti civili, chiede se sia in grado di raccontare chi avrebbe potuto saperne qualcosa. Paoletti ci mette un po’ a mettere in chiaro come stanno le cose. Poi non gli rimane che ammettere che la storia manutentiva dei carri per il trasporto di merci pericolose che Trenitalia affitta dall’estero «bisogna chiederla ai proprietari dei carri». Perché Trenitalia, che non ha carri per il trasporto merci pericolose di proprietà, adotta una serie di regole ma solo per i propri treni e le proprie officine. Poco prima ancora Dalla Casa aveva chiesto a Vicino: «Fs Logistica si impegna a mantenere efficienza delle ferrocisterne come si legge nel contratto di noleggio. È avvenuto?». La risposta gela il sangue: «Noi controllavamo tutti i giorni che le bocchette e le guarnizioni fossero funzionanti. Per evitare perdite di prodotti». Quelle perdite che invece avvenivano tanto che Ansf, nel 2009, stringe sui controlli e ferma i carri alle frontiere, riducendo drasticamente gli sversamenti di sostanze pericolose.
Grosseto 2009. È il pubblico ministero Salvatore Giannino a portare in aula cosa accadde a Grosseto nel dicembre 2009, sei mesi dopo la strage di Viareggio. Stesso treno, ma non con carri Gatx, che ha un principio di incendio «accertato da una commissione di inchiesta di Rfi che attribuisce la responsabilità a Trenitalia Divisione Cargo, la quale non ha accertato che manutenzioni evitassero l’incidente». Quali procedura ha adottato Trenitalia, è la domanda, «nel senso richiesto?». La domanda è ancora per Paoletti e per un po’ si gira a vuoto. «Quali procedure sono previste dentro Trenitalia per individuare responsabilità in caso di noleggio di carri esteri?», stringe il pm. Ottenendo una risposta che è il cuore di un sistema che fa acqua: «Trenitalia sceglie un fornitore di carri che sia affidabile». Come dire che si fa a fidarsi...(d.f.)
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