La protesta
Del Ghingaro resta sospeso Granaiola: così il Pd si fa male
La senatrice contro la decisione della commissione nazionale di garanzia Il segretario toscano: è stato rispettato lo statuto, ora lavoriamo per ricucire
VIAREGGIO. Giorgio Del Ghingaro non potrà iscriversi al Pd prima dell’1 gennaio 2017. Lo ha stabilito ieri la Commissione nazionale di garanzia del partito: una decisione che da un lato chiude la partita che era stata riaperta dallo stop alla sospensione del sindaco annunciato dalla commissione di garanzia di Lucca e che dall’altro riaccende la diatriba nel Pd viareggino.
A diffondere la notizia è stata la segreteria regionale sottolineando che la commissione nazionale «all’unanimità ha riconosciuto la giustezza della posizione del Pd Toscana in merito alla impossibilità per il sindaco di iscriversi al Pd prima dell’1 gennaio 2017. È stata dichiarata una volta per tutte - prosegue il Pd regionale - la non derogabilità del principio statutario secondo cui in nessun caso chi si è candidato in liste civiche contrapposte alla lista Pd può prendere la tessera Pd nell’anno delle elezioni e in quello successivo. Siamo felici che sia stata spazzata via ogni incertezza sul piano delle regole e ogni pretesa di interpretarle a piacere. Ora ci auguriamo che cessino recriminazioni e bizze e che torni la politica: il Pd intende dialogare costruttivamente con l'amministrazione di Viareggio. Con Del Ghingaro, ultimamente un po' troppo nervoso, intendiamo lealmente verificare, giorno per giorno, sulle cose concrete, le possibilità di un avvicinamento. Avvicinamento che non può che essere di merito e che auspichiamo con forza, per il bene del Pd, di Viareggio e della Versilia. Noi siamo per i ponti e non per gli steccati. E soprattutto siamo per il rispetto delle regole, senza il quale non c'è buona politica. Da questo punto di vista, un manto di stranezza continua a coprire il fatto che un organo di garanzia privo di competenza a prendere decisioni in merito abbia deliberato su una questione da tempo alla sua attenzione proprio alla vigilia della riunione dell'unico organo avente titolo a pronunciarsi sul punto».
Sulla questione è intervenuta immediatamente la senatrice Manuela Granaiola. «La decisione assunta è un doppio salto mortale all'indietro sia rispetto alle aspettative di chi ha lavorato per ricomporre una grave spaccatura nel partito viareggino, sia rispetto a quanto deliberato pochi giorni fa da quella lucchese che pur aveva indicato una via utile per ricomporre. In sintesi si afferma che restano esclusi dalla possibilità di rientrare nel Pd fino al 2017 quanti hanno avuto ruoli diretti e possono invece riscriversi quanti hanno semplicemente”sostenuto la candidatura non ufficiale del partito. Le decisioni della commissione si rispettano, ma possono essere convintamente non condivise. È una scelta che preoccupa, un tentativo di sciogliere nodi politici arrancando dietro diverse valutazioni statutarie. Non si è tenuto conto del diniego d'autorità allo svolgimento delle primarie, non si è tenuto conto del quadro viareggino. È evidente che sulla voglia e la volontà di ricostruire sono invece prevalse divisioni e arroccamenti stratificati a più livelli; tutte cose che non risolvono i conflitti, non fanno bene alla città e tanto meno al Pd di Viareggio che nel complesso offre ai propri elettori un pessima immagine di sé».
Secca la replica del segretario regionale Dario Parrini. «La pessima immagine - dice - la offriamo attribuendo motivazioni politiche alle decisioni degli organi di garanzia, cosa che non intendo fare. Intendo invece impegnarmi per cercare le condizioni programmatiche e di merito per il superamento della frattura viareggina».
Luciano Menconi
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