Attenzione
«Ci protessero tutti, che Dio li benedica»
Franca Sraffa ricorda la generosità e il coraggio di quelle persone grazie alle quali non finì ad Aushwitz
PIETRASANTA. Franca Sraffa ricorda ancora perfettamente quella fuga sulla Topolino Fiat da Vado di Camaiore a Castiglione di Garfagnana. Era ancora piccolina, appena nove anni, ma certe memorie rimangono indelebili. «Abbiamo rischiato di finire ad Auschwitz, ma si vede che non era scritto nel nostro destino» dice ricordando la generosità e il coraggio di chi allora mise a repentaglio la propria vita per salvare la loro.
Adesso ha ottantadue anni e vive nella sua casa di Marina di Pietrasanta. È l’unica ancora in vita della famiglia Sraffa, che grazie all’aiuto di Don Innocenzo Lazzeri, il dottore Mario Lucchesi, e la famiglia Rossi di San Pellegrino, ha evitato di finire nei lager nazisti. «Sono stati tutti molto disponibili con noi, che Dio li benedica ovunque siano – dice la signora dopo avere appreso del titolo di Giusti tra le Nazioni riconosciuto ai loro salvatori - mi ricordo che a Castiglione di Garfagnana la moglie del dottor Lucchesi ci accolse con molto affetto, e ci preparò una cena abbondante che non avevo visto da mesi».
Il nonno di Franca Sraffa era il titolare del negozio di stoffe di Pietrasanta, Augusto Ventura. «Ero andata a Farnocchia con mia madre perché era in stato interessante, e il dottor Lucchesi disse di andare a cambiare aria visto che mancavano pochi mesi. Quando partorì – ricorda Franca - la levatrice, che era fascista e repubblichina, e nonostante fossimo conosciuti grazie al negozio di tessuti e fosse stata ben retribuita, fece la spia al comando generale».
Qui, secondo le testimonianze, le autorità locali del regime stavano quasi per scoprire i Sraffa. Nonostante il loro rifugio fosse la canonica della parrocchia di Don Innocenzo Lazzeri. «Ero una ragazzina e non riuscivo a capire tutto ciò che succedeva - dice la signora Franca - di tanto in tanto apprendevo dai volti dei miei genitori che la situazione non era rassicurate».
C’è un episodio che le è rimasto particolarmente impresso. «Quando da Castiglione siamo saliti a San Pellegrino in Alpe, in località Tendaio, ci abbiamo impiegato quasi un giorno. Abbiamo camminato sulla neve ma non avevamo neppure i vestiti e le scarpe adatte». Ma quella famiglia di pastori, Rossi Giuseppe, Mansueto e Maria, per Franca è stata come un gruppo di angeli piovuti dal cielo. (t.b.g.)
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