Il dolore
Fondali da porto del Mediterraneo
I conti di Rossi: in due anni, con due milioni e mezzo, sono stati assicurati dai cinque ai sette metri di profondità
VIAREGGIO. Viareggio come «grande porto turistico del Mediterraneo», eterno sogno al quale il presidente della Regione Enrico Rossi mette un po’ di pepe nell’incontro con il segretario dell’Autorità portuale regionale, Fabrizio Morelli, ed il sindaco Giorgio Del Ghingaro che in questi giorni ha chiesto mano libera per il Comune in materia di urbanistica portuale. Un grande porto turistico che per anni ha combattuto contro la condizione peggiore: la sabbia. E tutto quanto non si è fatto, nonostante i continui interventi economici della Regione per garantire l’escavo del porto stesso. «Quando sono diventato presidente della Regione - ricorda Rossi - il fondale era di due metri e mezzo». Tra 2005 e 2010 la Regione aveva erogato dieci milioni di euro, finiti in appalti (all’epoca gestiti dal Comune di Viareggio) che non avevano dato il risultato dovuto, come oggi sottolinea lo stesso Rossi. Che, all’epoca, rimase a sua volta in difficoltà con la barca e, furibondo per l’accaduto, decise che il porto di Viareggio doveva essere, oltre che finanziato, anche governato dalla Regione. «Oggi - continua Rossi parlando di fronte ai giornalisti - il fondale è di cinque metri». Un’affermazione, quella del presidente Rossi, che è una prova certa. Del fatto che ciò che veniva messo in atto per liberare il porto dalla sabbia non dava il risultato sperato, voluto, pagato. In mezzo - tra 2,5 di ieri ed i cinque di oggi - c’è la domanda su cosa sia accaduto, su cosa non abbia funzionato, su un vero e proprio fiume di soldi passato senza lasciare traccia tangibile di quello a cui era destinato.
Al “giallo” della sabbia e delle draghe impiegate quando il fondale era impraticabile ha cercato risposte un maresciallo del Nucleo investigativo dei carabinieri di Lucca. Ma quando l’Arma - a primi passi mossi con il lavoro sul campo - ha chiesto di approfondire, di stringere il cerchio con intercettazioni e perquisizioni ritenute indispensabili all’accertamento delle responsabilità, il Gip del Tribunale di Lucca, accogliendo le tesi difensive delle memorie dei legali degli indagati, ha scritto nero su bianco che a Viareggio va tutto bene. Anche quando si tratta di quegli appalti sull’escavo che oggi vengono messi in discussione, senza mezzi termini, dalla Regione che quegli appalti pagava profumatamente. Anche quando si afferma apertamente che «mi dicevano “mettici la draga refluente, falla lavorare...per amor di Dio...”. Ma le refluenti per me erano da eliminare, non erano utili allo scopo. L’ho detto anche negli interrogatori: per me non era sufficiente a risolvere il problema...»., come ha dichiarato al Tirreno Pietro Ricci, geometra dell’Authority, a provvedimento di archiviazione già emesso.
La Regione - spiega oggi Rossi - «ha garantito l'accessibilità del porto pagando l'escavo che ha portato i fondali da 2,5 a 5 e 7 metri di profondità, attraverso un finanziamento da 2,5 milioni di euro in due anni. L'Autorità entro fine anno renderà possibile l'inizio dei lavori per realizzare una nuova banchina all'ingresso del porto. Un intervento da 2,6 milioni di euro che dovrebbe concludersi all'inizio del 2018». Alla banchina commerciale - spiega Fabrizio Morelli - «attraccheranno i tender di appoggio alla navi di crociera in rada», dando così un punto di sbarco strutturato a questo tipo di turismo. «E questo - aggiunge Rossi - farà compiere al porto di Viareggio un primo salto di qualità».
Sindaco di Viareggio e presidente della Regione «stanno pensando alla stesura di un vero e proprio accordo di programma che riguardi sia il porto ed il suo assetto futuro che l'asse di penetrazione. Un' intesa corredata da previsioni finanziarie i cui contenuti verranno resi noti non appena sarà compiutamente definita».
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