Il Tirreno

Versilia

Rossi: il porto deve farcela da solo

di Donatella Francesconi
Rossi: il porto deve farcela da solo

Il presidente della Regione punta sull’autofinanziamento: «Facciamo la nostra parte ma serve un punto di equilibrio»

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VIAREGGIO. Un accordo di programma da definire entro l’ottobre 2015 anche per il porto di Viareggio. Era il 14 maggio scorso e così annunciava Enrico Rossi in campagna elettorale per il secondo mandato dal presidente della Regione, di fronte ad operai, sindacalisti e giornalisti nella sede di Polo Nautico, in Darsena. A distanza di nove mesi, di nuovo in città seduto vicino al sindaco Giorgio Del Ghingaro, così Rossi risponde alla domanda del “Tirreno” sul concretizzarsi di quell’annuncio: «Siamo disposti a discutere con Viareggio e disposti a fare la nostra parte. Anche se l’impegno della Regione c’è già». Ed il riferimento è ai finanziamenti garantiti all’Autorità portuale regionale per escavo e banchina commerciale, condizione quest’ultima per mantenere Dogana e quindi qualifica di porto regionale.

Il presidente continua: «Abbiamo già stanziato diversi soldi. Ma è necessario che il porto di Viareggio trovi un proprio punto di equilibrio economico». Insomma, «sarebbe opportuno che si finanziasse da solo». Perché in Darsena fanno bella mostra i maxi yacht, ricorda spesso Rossi, e non i gommoni: «E bisogna che chi è attraccato paghi».

Ma gli approdi turistici che ha in mente il presidente della Regione come fonte di reddito del porto stesso sono tutti privati. Compresa la Viareggio Porto, che è stata privatizzata e poi è tornata pubblica per “disgrazia” ed ora è in concordato, destinata a tornare nelle mani dei privati. A meno che la Regione Toscana non decida di comprarsela così da destinare gli introiti (1,2 milioni l’anno) al porto.

Il resto delle banchine, anche quelle per le barche grandi, sono pubbliche e riservate alle barche ai lavori. E le regole di stazionamento sono fissate da un regolamento al quale si è arrivati quando i carabinieri hanno deciso che era arrivato il momento di dire basta all’andazzo per cui in porto a Viareggio il bene pubblico fruttava ricchezza per tutti, fuorché per enti pubblici, Stato, demanio. Al punto da attirare anche l’attenzione della Corte dei Conti.

Per fare sì che valga il principio più volte ripetuto ieri da Rossi («per stare attraccati si paghi») è necessario rivedere le regole dell’intero sistema portuale che è anche una metalità da sradicare. Ed è anche per questo che ha un senso che vi sia un ente terzo, come lo è l’Autorità portuale oggi sotto attacco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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