Il Tirreno

Versilia

Pugnala al cuore il rivale: condannato

Matteo Tuccini
Controlli dei carabinieri in Darsena
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Controlli dei carabinieri in Darsena

Viareggio: sei anni di carcere per il responsabile del tentato omicidio davanti al Buffalo in Darsena

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VIAREGGIO. Sei anni di carcere. È la pena che il tribunale di Lucca ha inflitto a Arbi Hassan, 37 anni, ritenuto responsabile del tentato omicidio avvenuto di fronte al locale Buffalo in Darsena nella notte tra il 12 e il 13 giugno del 2015.

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Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la lite tra Hassan e il rivale, Mustafà Hakim, era iniziata poco prima in un altro locale del Vialone. I due, entrambi di nazionalità marocchina, avevano discusso per una partita di cocaina pare di qualità scadente, che Hassan aveva acquistato dall’altro. Dalle parole si passava ai fatti: Hakim colpiva Hassan in faccia con il catenaccio di una bicicletta. E l’altro, per tutta risposta, prendeva una bottiglia rotta e pugnalava più volte il rivale. Con uno dei colpi arrivato fino al cuore. Il ferito restava agonizzante sul terreno, mentre l’aggressore - consapevole di aver quasi ucciso l’altro - si dava alla fuga. A salvare la vita dell’aggredito furono i carabinieri, impegnati in uno dei consueti servizio di controllo estivo dei locali della Darsena. Il resto, si fa per dire, lo fecero i medici dell’Opa di Massa che lo sottoposero a un delicato intervento nella cardiochirurgia dell’ospedale apuano. L’episodio aveva suscitato ulteriore allarme in una zona, la Darsena, già nel mirino per la questione della sicurezza.

Nel frattempo scattavano le indagini dell’Arma. Che nel giro di una settimana stringevano il cerchio intorno al responsabile, individuato dai carabinieri in zona porto. L’uomo si stava nascondendo lì, probabilmente in attesa di lasciare Viareggio: alla vista dei carabinieri cercava di fuggire verso la pineta, ma i militari lo catturavano. L’uomo fu identificato come Arbi Hassan. Ieri, nel corso dell’udienza - l’imputato era difeso dall’avvocato Massimo Landi - il pm Lucia Rugani ha chiesto una condanna di otto anni. Il giudice Riccardo Nerucci ne ha inflitti sei.

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