Sicurezza
Viareggio, parla Del Ghingaro: "L’asse di penetrazione si farà, decisione entro fine 2016"
L’annuncio del sindaco in occasione dell’accordo di programma con la Regione. Il governatore Rossi: "Auspico che Viareggio sciolga i nodi che si porta dietro da diverso tempo"
VIAREGGIO. «Noi faremo l’asse di penetrazione. E prima dell’anno sarà presa la decisione definitiva. Troppa roba è rimasta nei cassetti in questa città...». Giorgio Del Ghingaro coglie l’occasione della presenza a Viareggio del presidente della Regione, Enrico Rossi, e dice la sua su sviluppo portuale ed infrastrutture. Cominciando da quell’asse di penetrazione - o vie delle Darsene - che al momento si ferma a bordo di un campo in via Pisano. Ma per il quale lo stesso Rossi, all’epoca della Giunta Lunardini (2008-2012) mise a disposizione cinque milioni. Non se ne fece di niente, perché mentre arrancava il secondo lotto la politica e la città si dividevano ferocemente sulle tre ipotesi di tracciato lasciate in eredità dalla Giunta Marcucci.
Altri tempi e altra nautica. Oggi i grandi trasporti lungo via Coppino sono una rarità rispetto al passato. E la crisi della nautica, nonostante il migliorare degli scenari mondiali, non sembrano migliorare nel porto viareggino. Dove - va detto - ciascun soggetto ha sempre “giocato” solo per sè.
Rossi, oggi seduto vicino a Del Ghingaro come lo è stato con Lunardini (centrodestra) e Betti (centrosinistra), punta sulla speranza: «Io ho fiducia, ed è questo il senso della mia presenza qui. Auspico che si riesca a risolvere alcuni nodi che Viareggio si porta dietro da diverso tempo. E che il sindaco possa governare». Alla domanda se la Regione confermi o meno la disponibilità del finanziamento per il completamento dell’asse di penetrazione, Rossi precisa: «Non sono venuto qui a fare promesse, ma a portare la conferma degli impegni della Regione. Ora bisogna continuare il dialogo. Asse compreso, che è una delle grandi questioni della nautica. A me avete raccontato che le barche erano costrette a veri e propri slalom tra le case...». Ed il presidente aggiunge un «dite se non serve più o se serve ancora...» al quale Giorgio Del Ghingaro risponde senza incertezze: «Dobbiamo fare in modo che i cantieri non emigrino...». Anche se il quadro, dagli anni in cui l’asse fu immaginato, è decisamente cambiato anche per i marchi della grande nautica che hanno attraversato la crisi, anni di cassaintegrazione e contratti di solidarietà, la perdita del lavoro di centinaia di addetti indiretti, la morte di decine e decine di aziende piccole e medie di un indotto prezioso.
I tempi indicati dal sindaco («prima della fine dell’anno la decisione definitiva») non sono casuali. Chi acquisterà la Viareggio Porto (dal bando del Tribunale) si troverà in mano la concessione del Triangolino, area sulla quale non può essere spostato un sasso fino a quando non sarà pronto il progetto del terzo lotto dell’asse di penetrazione. Lo stabilisce il vincolo imposto dal ministero dell’ambiente nel Piano regolatore portuale in vigore dal 2007. Come nel domino, un tassello strettamente legato all’altro.
Il 13 maggio scorso, in piena campagna elettorale per le amministrative, Giorgio Del Ghingaro - in corsa con la sua coalizione di liste civiche - annunciava come si sarebbe mosso: «Con un percorso partecipativo chiamerò le associazioni, i comitati, i rappresentanti dei cittadini portatori di interessi: chiamerò Viareggio a decidere. Concorderemo con le categorie economiche e i cittadini interessati tempi, modi e luoghi dandoci un termine preciso. E se non ci sarà un consenso netto verso uno dei progetti presentati, allora mi assumerò io stesso la responsabilità. Perché questo è quello che deve fare un sindaco: prendere delle decisioni in base a quanto ritiene più opportuno per i suoi cittadini». Le dichiarazioni di ieri vanno in questo senso, anche se l’attuale primo cittadino non è tornato sulla questione della consultazione che, nel frattempo, si è finalmente arricchita dello strumento del referendum, come da regolamento approvato con il consenso di maggioranza e minoranza all’interno della commissione statuto presieduta da Luca Poletti, capogruppo del Pd.
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