Proteste
Bagno comunale lite tra nuova e vecchia gestione
Al centro dello scontro i lavori fatti negli ultimi anni La querelle rischia di finire davanti a un magistrato
PIETRASANTA. I lavori allo stabilimento balneare comunale Pietrasanta fanno litigare vecchia e nuova gestione. «Hanno speso 290mila euro di opere in 5 anni: dov’è il rendiconto di quanto fatto?» chiede Claudio Viviani, amministratore della Pietrasanta Sviluppo che gestisce fra le varie attività proprio il Pietrasanta. «Ogni dato è a bilancio. Viviani, prima di parlare, si informi» è la replica di Marco Bonuccelli, ex numero uno della stessa società. E adesso il rischio è che la querelle finisca a carte bollate.
Viviani. «Le responsabilità più pesanti non sono di Bonuccelli, ma di chi, e mi riferisco alla vecchia amministrazione comunale , non ha esercitato il controllo analogo sulle opere fatte all’interno dello stabilimento. Oggi ex assessori, come Daniela Ferrieri, reclamano giustamente trasparenza per ogni mio atto. Ma in passato si sono posti lo stesso problema? A me non sembra visto che non trovo traccia del rendiconto dei lavori eseguiti. È normale questo? E poi: perché assegnare quasi 300 mila euro, sempre, di lavori, in 5 anni, alla stessa ditta? Sotto la soglia dei 40mila euro di importo, si poteva giustamente fare un’assegnazione diretta, ma allora perché non coinvolgere più ditte, come facciamo adesso, chiedere il preventivo e scegliere quello meno oneroso per la comunità? E poco importa se la ditta in questione, quella a cui hanno affidato lavori per 300mila euro o poco meno, ha sempre fatto lavori al Bagno Pietrasanta: si sceglie il preventivo migliore, non la ditta che ci lavora da sempre. E comunque, nonostante i soldi spesi, lo stabilimento balneare ha la cucina del bar non a norma, i pavimenti, gli intonaci e gli infissi da rifare. Spenderemo 110mila euro in opere e a fine aprile saremo pronti. E a differenza di Bonuccelli, se a fine stagione chiuderemo con il bilancio in negativo – nel 2015 il saldo era meno 14mila al bar ristorante a fronte di 280mila euro di fatturato – rassegnerò le dimissioni. Al momento non ho intenzione di chiamare in causa la Corte dei Conti, ma reclamo chiarezza sulle procedure adottate in passato».
Bonuccelli. «Ogni opera eseguita negli ultimi 5 anni è stata certificata e oggetto di controllo da parte dei revisori dei conti: ma di cosa parla Viviani? Tutti i dati sono a bilancio – replica Bonuccelli – e le sue illazioni sono quindi inaccettabili. Nel 2010 ereditammo uno stabilimento balneare strutturalmente in stato penoso: non ho detto niente, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo lavorato. I plausi della clientela, della Cispel – che ci ha portato a modello in Toscana – i fatturati raddoppiati, le tariffe rimaste bloccate e le migliorie apportate sono sotto gli occhi di tutti. Dire, poi, che abbiamo assegnato i lavori solo a una ditta – che dalla metà del 1970 esegue interventi nello stabilimento - è palesemente falso: al bagno Pietrasanta, negli ultimi 5 anni, abbiamo affidato i lavori a decine di ditte. Siamo riusciti a mettere a norma ogni struttura dello stabilimento e anche per la cucina del bar erano già stati previsti i lavori. Mai fatti preventivi? Non è vero: basta andare a rileggersi i documenti. . Ogni atto è certificato. Ma di quale controllo analogo parla Viviani a cui, fin dal primo giorno, ho dato il supporto informandolo di ogni risvolto della società. Le sue affermazioni sono gravi e, se ritenute lesive, saranno oggetto di azione legale da parte del vecchio cda della Pietrasanta Sviluppo».
Luca Basile
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