Gioco
Piscina inagibile per le gare: atleti costretti a pagare per giocare
La squadra di pallanuoto di Viareggio gioca a Livorno e si autofinanzia per sostenere la spesa. Ma la situazione rischia di diventare insostenibile
VIAREGGIO. La mannaia del dissesto finanziario si è abbattuta sulle società sportive, nessuna esclusa, con conseguenze devastanti sullo svolgimento delle varie attività.
Si è delineato uno scenario in alcuni casi drammatico. La situazione della piscina comunale è ben nota a tutti: il prestigioso meeting di nuoto “Mussi-Lombardi-Femiano” da due anni ha traslocato a Massarosa, aspetto più eclatante di una vicenda che tocca da vicino molte altre realtà. C’è chi, come il Nuoto Viareggio è costretto a disputare le proprie gare interne del campionato interregionale di serie C di pallanuoto a Livorno, perché l’impianto di Viareggio è privo dell’agibilità per poter ospitare questo genere di manifestazioni.
E così giocatori, staff e dirigenti pur di non rinunciare a giocare, hanno deciso di autofinanziarsi, pagando di tasca propria tutte le spese necessarie per proseguire la stagione di fatto appena iniziata. Sabato, infatti, il Nuoto Viareggio ha superato 8-6 il Parma, nella città labronica. Una vittoria su tutti i fronti per i ragazzi allenati da Casano. «Per la nostra associazione è un grosso sacrificio disputare le partite in casa a Livorno sia per i costi sia per l’organizzazione», dichiara la presidente dell’Assonuoto Franca Zappelli. Da tempo la società cerca di attirare l’attenzione di istituzioni e opinione pubblica su una questione così delicata alla quale, ancora oggi, non è stata trovata adeguata soluzione. Perché l'intera attività sportiva è fortemente penalizzata, non soltanto la pallanuoto. Basti pensare alle svariate gare, oltre al "Mussi-Lombardi-Femiano", che nella vasca di Viareggio trovavano la loro ubicazione naturale e che a causa del buco finanziario sono state spostate altrove o, nel peggiore dei casi, addirittura cancellate.
«Domenica, nel giorno di San Valentino, il Memorial Giuffrida lo abbiamo dovuto trasferire a Livorno - spiega Franca Zappelli -: otto ore di gare con centinaia di atleti provenienti da tutta la Toscana e non solo. Inoltre, ospitavamo la Coppa Carnevale riservata ai giovani, ma per il secondo anno di fila l'evento è stato cancellato. Avevamo chiesto una deroga, ma ci è stata negata. Anche la Coppa "Caduti di Brema" era una classica: la Federazione regionale la assegnava a Viareggio: un'altra occasione persa».
Il disappunto è forte, così come il senso di impotenza: «Con il sindaco non abbiamo mai avuto contatti - aggiunge Zappelli -. Con l'assessore allo sport (Sandra Mei, ndr) invece sì. Non per discutere dell'aspetto sportivo, bensì della gestione dell'impianto. E l'unica cosa che ci è stata detta è che i soldi li avremmo dovuti tirare fuori noi», tuona Zappelli. Una scelta, quella dell’amministrazione, annunciata da mesi dagli assessori Mei e Servetti (bilancio) in seguito al fallimento della Viareggio Patrimonio.
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