Il Tirreno

Versilia

La gita al museo? Ennesimo balzello per mamma e papà

Bambini a una gita scolastica
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Bambini a una gita scolastica

A Viareggio il costo medio è di cinque euro a bambino a o bambina per ciascuna classe

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VIAREGGIO. Cinque euro a bambino o bambina per ciascuna classe. Questo il costo medio, con qualche variazione qua e là a seconda delle scuole. Anche solo per raggiungere, con il bus privato, il museo archeologico, l’area di Massaciuccoli o il Parco della Pace di Sant’Anna.

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Parliamo di gite. Anzi no: uscite didattiche, come si chiamano a scuola. Il cui costo, ai tempi del dissesto, aumenta. Perché contrariamente a quanto inizialmente preventivato lo scuolabus, divenuto un ricordo per le famiglie che ne approfittavano per il tragitto casa-scuola-casa, a Viareggio non potrà essere ripristinato neppure per le piccole gite degli alunni. Servirebbero 25.000 euro per assicurare un servizio, ancorché minimo. E il Comune quei soldi almeno per ora non li può spendere come ha ricordato pochi giorni fa l’assessore e vicesindaco Rossella Martina alle rappresentanti del Comitato “Viareggio unita per il diritto all’istruzione”.

Dunque le strade sono due per le scuole. Tagliare le attività didattiche fuori dalle mura scolastiche con una pesante penalizzazione dell’offerta formativa degli istituti. Oppure chiedere uno sforzo in più ai genitori che rispetto alle spese minime per le uscite con lo scuolabus del passato (poco più di 10 euro a classe nel territorio comunale, 30 se fuori dal territorio comunale) sono chiamate ad accollarsi cifre certamente contenute ma anche più alte.

Il taglio delle uscite didattiche che c’è stato, un po’ ovunque. E inizialmente le scuole hanno posto la questione anche di fronte alla conferenza zonale per trovare una soluzione in chiave “versiliese” del problema. Non è stato possibile. Così praticamente tutti gli istituti si sono rivolti al privato - aziende o cooperative - per affidare con bando eventuali servizi di trasporto dei bambini o, in alternativa, hanno organizzato le uscite programmando l’orario scolastico in maniera da consentire alle famiglie di accompagnare e venire a riprendere gli alunni là dove era prevista la gita.

Un bel lavoro di coordinamento e programmazione in più per ciascun istituto e qualche sacrificio per le famiglie alle quali, con il dissesto finanziario del Comune, inevitabilmente si va a chiedere di più. In termini economici ma anche di pazienza. In proposito non è stato ancora deciso quando sarà possibile restituire a mamme e papà i soldi spesi in più lo scorso anno a seguito dell’aumento delle tariffe di asili nido e mense poi annullato dal Tar. Tema delicato, ampiamente discusso e prossimo, comunque, a una soluzione nell’ambito della definizione - certamente non facile per la giunta che ha ereditato il problema - del bilancio di previsione.

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