Sicurezza
Spari a Lido di Camaiore, Riviera è libero
Il giudice ha detto sì al processo abbreviato, ma non verrà fatta alcuna perizia sulla dinamica dei colpi I legali dei poliziotti protagonisti dell’inseguimento ribadiscono: anche i banditi hanno fatto fuoco
LIDO DI CAMAIORE. È tornato libero Angelo Riviera, il 43enne di origine sinti arrestato l’estate scorsa dalla polizia dopo un inseguimento a colpi di pistola sul lungomare di Lido. Si è concluso, infatti, il periodo di arresti domiciliari a cui l’uomo era stato sottoposto nella sua abitazione nei pressi di Torino. Misura cautelare che arrivava dopo la detenzione vera e propria nelle carceri di Lucca e Pisa.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.12809261:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/01/20/news/spari-a-lido-cadono-le-accuse-piu-gravi-1.12809261]]
Ma c’è un’altra notizia che arriva dall’udienza di ieri del processo per i fatti avvenuti a Lido il 1º agosto del 2015. E cioè che Riviera verrà giudicato con rito abbreviato. Questo significa che, in caso di condanna, la pena verrà ridotta di un terzo. Ricordiamo che Riviera è accusato di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, lesioni e concorso in detenzione d’arma. Ma non di tentato omicidio, l’accusa più grave che gli aveva mosso in un primo momento la Procura. Accusa che lo stesso pm titolare dell’inchiesta, Sara Polino, aveva poi rimosso dalla richiesta di rinvio a giudizio.
Resta un giallo la dinamica dell’accaduto. I poliziotti protagonisti dell’inseguimento, scattato in seguito a un sospetto tentativo di furto, hanno certamente sparato contro i banditi. Questo è stato ribadito ufficialmente da un comunicato della questura a poche ore dai fatti. Non è chiaro, però, se i malviventi abbiano risposto al fuoco. Anche se ci sono testimoni che riferiscono di averli visti sparare.
Quel che è certo è che in quei minuti a Lido si è scatenato il panico. Con auto lanciate a tutta velocità - le volanti a caccia del veicolo su cui si trovavano i banditi - in mezzo al traffico, e speronamento finale in mezzo alla spiaggia libera piena di turisti.
A proposito della dinamica degli spari, il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Lucca Giuseppe Pezzuti - di fronte al quale si celebra il processo - ha deciso che non verrà eseguita alcuna perizia sui colpi. È stato acquisito, invece, l’accertamento tecnico ordinato dall’avvocato Mauro Molinengo, difensore di Angelo Riviera. Secondo questa consulenza i poliziotti avrebbero sparato ad altezza d’uomo.
La documentazione presentata dalla difesa è stata contestata dagli avvocati dei tre poliziotti protagonisti dell'inseguimento - Luca Bertolini, Simone Magnani e Pierpaolo Vannucchi - che si sono costituiti parte civile nel processo. I legali (Giacomo Ciardelli e Rosi Mavi per Bertolini, Eros Baldini per Magnani e Riccardo Carloni per Vannucchi) ribadiscono che ci sono elementi di prova tali da far pensare che anche i banditi hanno sparato. La prossima udienza per l’inizio vero e proprio della discussione si terrà il 21 settembre di fronte al gup Pezzuti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
