Il Tirreno

Versilia

I balneari ora hanno fiducia E gli investimenti ripartono

di Matteo Tuccini
I balneari ora hanno fiducia E gli investimenti ripartono

Governo e Regione sembrano aver imboccato la strada per risolvere la questione In 200 dalla Versilia a Roma per sostenere le alternative alla direttiva Bolkestein

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VIAREGGIO. Spunta un raggio di sole tra le nuvole che fino ad ora hanno caratterizzato l’orizzonte dei balneari. In duecento sono calati ieri mattina dalla Versilia a Roma: stavolta, però, nessuna protesta e nessuna polemica interna, solo una manifestazione entusiasta (e già queste sono notizie). I concessionari hanno espresso il loro sostegno alle ultime prese di posizione della Regione e del Governo, che sembrano aver imboccato la strada giusta per risolvere l’annosa questione della direttiva Bolkestein e delle aste delle spiagge. Una ritrovata fiducia, quella della categoria, che dà il via a nuovi investimenti sugli stabilimenti. Necessari - ribadiva ieri l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo - per chiedere e ottenere il rinnovo ventennale della concessione del pezzo di litorale assegnato. E aggirare così l’ostacolo Bolkestein almeno fino al 2035.

La mossa della Toscana. La Regione ha avallato ufficialmente il cosiddetto “atto formale”, cioè la procedura di rinnovo ventennale della concessione della spiaggia dietro garanzia di investimenti. Una richiesta che già diversi bagni della Versilia hanno fatto, con esito positivo (Il Tirreno è stato il primo e unico giornale a darne notizia). La mossa di Firenze, arrivata a poche ore dal presidio annunciato nella capitale, ridà entusiasmo e fiducia alla categoria. «Certo che ci fa piacere questa uscita della Regione - spiega Oreste Giannessi del bagno Nettuno - sarebbe assurdo dire il contrario». Anche un pasionario come Emiliano Favilla, che ieri ha gestito un presidio autonomo a due passi da quello “ufficiale” dei sindacati, sostiene che «non si può non apprezzare la volontà della Toscana di venire incontro ai balneari. Certo, noi rimaniamo ancorati alle nostre richieste: no alle aste, no alle evidenze pubbliche. Ma il passo in avanti, rispetto agli ultimi tempi, è enorme. Se permettete, me ne prendo il merito come esponente del Comitato salvataggio imprese».

Le richieste al Governo. Prima della manifestazione in piazza Santissimi Apostoli, che ha visto la partecipazione di migliaia di concessionari da tutta Italia - come detto i versiliesi erano circa duecento - i leader sindacali della categoria hanno incontrato anche il nuovo ministro degli Affari regionali Enrico Costa: «Si è dimostrato disponibile a risolvere quanto prima la nostra questione - spiega Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale della Fiba Confesercenti - Noi abbiamo rinnovato le nostre richieste, e cioè la previsione di un “doppio binario” per le concessioni demaniali: subito a gara le nuove, proroga di 30 anni per quelle in vigore». La prossima settimana il ministro Costa si incontrerà con le Regioni per discutere della questione balneare. E valutare le strategie da prendere. Una di queste è allo studio dei ministeri romani, e prevede il restyling della linea di costa. Con affidamento di parte del litorale ai Comuni, che poi potrebbero cedere ai privati la porzione di arenile dove ci sono le strutture degli stabilimenti (l’area con ombrelloni e cabine invece non può essere toccata). La vendita avverrebbe con un meccanismo di prelazione successivo alla messa a gara: il balneare potrebbe pareggiare l’offerta più alta. Questo meccanismo permetterebbe ai Comuni di incassare dei bei soldoni e rinunciare a cuore leggero a parte dei trasferimenti da Roma. Ma il Governo riuscirà a fare la nuova legge sulle spiagge prima della sentenza della Corte di giustizia europea, prevista a maggio? Difficile. E questo aumenta il rischio che la proroga delle concessioni del 2020 venga bocciata dall’Europa. A quel punto tutti i bagni italiani sarebbero fuorilegge.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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