Il Tirreno

Versilia

General Electric e il giallo della calibrazione

L’ex capo dell’ufficio legale: certificato scaduto inviato alla Jungenthal per un errore di taglia e incolla

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VIAREGGIO. Rainer Pawel e Michaela Baer, uno presente in aula come testimone al processo per il disastro ferroviario di Viareggio, l’altra chiamata nelle prossime udienze, entrambi protagonisti di uno dei “gialli” delle indagini della Procura di Lucca. Pawel è stato direttore legale di General Electric Sensing & Inspection Technologies GmbH, ed oggi è in pensione. La signora Baer, invece, è assistente per i controlli di qualità presso la stessa impresa.

La vicenda è quella della calibrazione della strumentazione utilizzata dalla Jungenthal sull’assile del carro deragliato poi a Viareggio, trovata scaduta come da atti richiesti con rogatoria. «C’è stato un errore di taglia e incolla», dichiara in aula Rainer Pawel, direttore ufficio legale dell’azienda statunitense che - ricorda il pm Giuseppe Amodeo - nel 2000 era classificata al nono posto nel mondo. Solo quando Jungenthal - ad inchiesta avviata e dopo un incendio che ha distrutto parte dell’officina - ha chiesto per la seconda volta la certificazione il gigante General Electric si è accorto dell’errore, ha testimoniato Pawel. Un errore che a Jungenthal poteva costare davvero caro...Ma quando il pm Salvatore Giannino prova a capire se tra le due aziende vi siano stati contenziosi, se Jungenthal «abbia chiesto un risarcimento danni per l’invio della documentazione sbagliata», la risposta dell’unico nel cui mani tale richiesta sarebbe arrivata è «non mi ricordo che loro ci abbiamo inviato qualcosa in merito». Preferendo, dunque, attendere il processo per “svelare” - sette anni dopo - un taglia e incolla che, se così invece non fosse stato, avrebbe visto anche personale General Electric tra gli imputati, come ha sottolineato lo stesso Giannino. Che ha voluto approfondire questo aspetto perché è la stessa General Electric, con la lettera a firma Pawel - che si basa, però, come ha detto il testimone, sull’analisi fatta da Michaela Baer - a rimarcare che stando così le cose l’azienda non poteva essere coinvolta nelle responsabilità per il disastro ferroviario di Viareggio. «Perché si è sentito di sottolinearlo?», chiede il pm Giannino, che ottiene la seguente risposta: «Ho chiesto se tutto questo avesse a che fare con l’incidente e la signora Baer mi ha detto di no». E così Pawel ha firmato la lettera che racconta al mondo che anche i colossi dell’industria mondiale possono incappare in problemi di taglia e incolla: «Ci siamo resi conto che nella seconda pagina era stato incollato quello del 2006...». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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