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Un testimone: sentii gli spari, ma qualcuno mi disse di farmi i fatti miei

Un testimone: sentii gli spari, ma qualcuno mi disse di farmi i fatti miei

«Sentii gli spari, e mi precipitai sul posto. Qualcuno da dietro mi toccò una spalle e mi disse: fatti i c... tuoi». A rivelare un episodio inedito sull’omicidio di Stefano Romanini (nella foto) è un...

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«Sentii gli spari, e mi precipitai sul posto. Qualcuno da dietro mi toccò una spalle e mi disse: fatti i c... tuoi».

A rivelare un episodio inedito sull’omicidio di Stefano Romanini (nella foto) è un testimone, Celso Bianchini, che ieri ha parlato in Corte d’Assise a Lucca.

L’ipotesi che si trattasse del “palo” è credibile? Difficile dirlo. Però può essere. Alla richiesta dei legali di Roberto Romanini, gli avvocati Marco Taddei ed Elena Libone, di fornire una descrizione dell’uomo, Bianchini ha così replicato: «Direi che era alto un po’ meno di me, intorno al metro e ottanta. Era magro, aveva i jeans e una giacchetta scura. Non era di Camaiore, altrimenti lo avrei riconosciuto o tutt’al più avrei riconosciuto la parlata». Alla domanda se fosse italiano o straniero, il testimone ha risposto di non essere in grado di dirlo.

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