Il Tirreno

Versilia

Un parco pubblico nella Rocca che fu dei nobili di Corvaia

di Tiziano Baldi Galleni

Approvato lo schema di convenzione urbanistica per l’attuazione degli interventi necessari all’operazione

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SERAVEZZA. Per spadroneggiare la Versilia, avere il controllo della Rocca di Corvaia era essenziale. Fu eretta in un epoca imprecisata, ma in un primo tempo serviva a guardia dall’antica via Francigena. Poi, nel Basso Medioevo ospitò, per l’appunto, una delle famiglie più potenti della Lucchesia, i Nobili di Corvaia. Oggi di quella rocca - detta anche Guidinga - sono rimasti soltanto i ruderi, ma l’idea dell’amministrazione Neri è di trasformarla in un Parco archeo-urbano, con tanto di centro di accoglienza per i turisti.

L’ultimo atto amministrativo in ordine di tempo, necessario per far partire in concreto il progetto, è stata l’approvazione dello schema di convenzione urbanistica per l’attuazione degli interventi. «Si giunge con questo atto - ha commentato l’assessore all’urbanistica Valentina Salvatori - alla conclusione di un complesso percorso amministrativo e urbanistico che assumerà per il Comune di Seravezza una rilevanza storica di estrema importanza e di enorme potenzialità. La Rocca di Corvaia con le sue vestigia dell’antica sede del potere medioevale dei Toparchi di Corvaia e Vallecchia, fondata su un sito già occupato dagli etruschi, diventerà prossimamente di proprietà del Comune di Seravezza grazie a una lunga, paziente, tenace operazione di perequazione urbanistica».

La superfice complessiva dell’area - che si trova arroccata alle porte del capoluogo di Seravezza, di fronte alle cave di Ceragiola - è di circa 128 mila metri quadri: a progetto attuato, resteranno alla proprietà privata circa 39 mila metri quadrati, mentre i restanti quasi novantamila entreranno nel patrimonio comunale. L’amministrazione dovrà stipulare una convenzione con il privato, per stabilire le modalità di attuazione degli interventi edilizi, la cessione gratuita della parte che diventerà Parco, e altri dettagli. Il Piano di recupero prevede la realizzazione di un parco tematico archeo-urbano pubblico, il ripristino di viabilità e parcheggi, il restauro di un fabbricato esistente che entrerà nella proprietà comunale per assolvere la funzione di centro accoglienza visitatori. Il privato invece recupererà la ricostruzione parziale di Villa Galanti; inoltre realizzerà altre due unità abitative, e una piscina scoperta per ogni unità, e una nuova viabilità carrabile all’interno dell’area boscata.

«Della Rocca di Corvaia - ha rilevato il sindaco di Seravezza Ettore Neri - avevamo da sempre intuito le straordinarie potenzialità, per questo l’abbiamo inserita, con lungimiranza e anche con un certo coraggio, nel Piano strutturale e nel Regolamento urbanistico come punto strategico della valorizzazione del nostro territorio. Questo sito, messo a sistema con la sottostante via Francigena, con la Via dei Marmi e di Michelangelo e con il sito Unesco di Palazzo Mediceo, rappresenterà così una straordinaria cerniera storica e paesaggistica tra la Seravezza romana e medioevale e la Seravezza umanistica, rinascimentale e medicea e potrà diventare, in futuro, un eccezionale luogo di promozione del nostro territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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