Sicurezza
Finder Pompe non molla: vuole chiudere
Nulla di fatto dalla riunione tra azienda e sindacati. Chiesto un altro incontro in Regione
QUERCETA. Niente dietrofront: per gli amministratori di Finder Pompe lo stabilimento di Querceta deve chiudere. Senza se e senza ma, e neppure proponendo soluzioni alternative. Tentare un salvataggio, con gli ammortizzatori sociali, è un’ idea che neppure sfiora i dirigenti. Nonostante trenta operai siano in bilico.
La posizione è stata ribadita durante il secondo incontro presso Assoindustria Lucca, che si è svolto ieri. A rappresentare i lavoratori c’era la Rappresentanza sindacale unitaria della ex Cerpelli di Querceta insieme alla Fiom Cgil provinciale di Lucca.
«L’azienda ha tenuto a ribadire la proprie volontà di cessazione nell’ambito dei 75 giorni previsti dalla procedura di mobilità – fanno sapere - attivata con lo scorso 18 gennaio, anche attraverso il riconoscimento di un possibile incentivo all’esodo». Ecco, l’unica proposta è stata quella di una buona uscita. Purché l’ex Cerpelli chiuda i battenti.
«Come da noi previsto, l'azienda non ha portato soluzioni alternative alla chiusura, nemmeno la possibilità di ricorrere ad eventuali ammortizzatori sociali, in attesa di una ripresa o di un cambio di mix produttivo – scrivono in un comunicato i sindacati - che dia risposta ad un mercato che sta cambiando rispetto al settore originario di riferimento dell’Oil & Gas. Come sindacato abbiamo insistito sul fatto che con questa operazione di cessazione si rischia di produrre oltre al danno la disgrazia: si rischia infatti di disperdere la possibilità di aggredire il mercato con i prodotti e le competenze specialistiche di Querceta, che l’azienda ha riconosciuto con la sottoscrizione dell’ultimo accordo aziendale».
Per adesso quindi siamo in una fase di stallo, e i sindacati e operai della Cerpelli hanno chiesto un nuovo incontro con il consiglio della Regione Toscana al quale saranno presenti tutte le parti in causa. Adesso si pensa infatti ad «una opportunità di tipo imprenditoriale utile a dare risposta all'occupazione e ad una continuità di tipo industriale per il sito di Querceta. Restano intatte e senza una risposta le nostre perplessità per il futuro complessivo di Finder, Merate compresa, visto l'assenza ad oggi di un piano industriale di riorganizzazione che possa traguardare il futuro dell'azienda e dei lavoratori».
Tiziano Baldi Galleni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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