Il Tirreno

Versilia

la “strana” ereditÁ

Bici, cellulari e denaro al Comune

Bici, cellulari e denaro al Comune

L’amministrazione diventa proprietaria degli oggetti smarriti

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CAMAIORE. La potremmo definire la strana eredità del Comune di Camaiore. Niente a che fare con immobili e conti in banca, cosa che capita di rado alle amministrazioni pubbliche. Ma un suo valore, se pur minimo, ce l’ha. E’ il “tesoro” di oggetti smarriti che è stato acquisito, a distanza di anni dal rinvenimento, al patrimonio pubblico. Beni che nessuno ha chiesto indietro e che diventano della collettività. Si va dalla classica biciletta magari priva di qualche pezzo a oggetti preziosi, bracciali, orecchini e collanine, passando per apparecchi tecnologici, denaro, ombrelli e capi di abbigliamento. L’elenco è abbastanza lungo e a suo modo racconta quanto possa essere sbadato il genere umano. Un po’ come quel Giovannino, il bimbo distratto raccontato, per chi ha memoria delle favole della propria infanzia, da Gianni Rodari che usciva di casa e ci tornava senza mani, orecchie, braccia e così via.

A Camaiore negli ultimi anni sono state dimenticate ben 37 biciclette, monete di vario taglio per un totale di 1.544 euro, pezzi di varia natura in oro e argento, 23 ombrelli, 10 paia di calzini nuovi, 5 costumini da mare per bambina, un televisore, un cellulare un metro laser e infine un misuratore di pressione e diabete. Oltre a vario materiale privo di valore commerciale e destinato alla distruzione. La domanda che l’amministratore pubblico si pone di fronte a questa strana eredità è chiara: che ci facciamo con questa roba? La risposta di Camaiore però è stata chiara: se possibile il “tesoretto” verrà impiegato per aiutare chi ha più bisogno.

Di biciclette aveva fatto richiesta la Misericordia di Lido: sono da riparare ma andranno all’associazione in comodato d’uso gratuito per tre anni e verranno utilizzati dai migranti accolti dall’associazione. I soldi andranno in parte alla polizia municipale e in parte ai settore “aiuto alla persona” del Comune. Oro e argento saranno venduti e con quel che incasserà l’amministrazione finanzierà le spese per distruggere i materiali non più recuperabili. Tutto il resto ai servizi sociali.

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