Attenzione
Ascom contro Coop «Illegittimo quel permesso»
I commercianti di Forte dei Marmi spiegano l’ultimo passo della battaglia per stoppare il supermercato in costruzione aldilà del confine con Seravezza
FORTE DEI MARMI. «L’area di accesso all’interno del lotto in cui sorgerà la futura Coop su via Vico non è concordata né assoggettata come prevedono le norme tecniche di attuazione all’articolo 62 del comune di Seravezza, e ciò rende illegittimo l’intero permesso di costruire rilasciato nel novembre del 2014». Ad annunciare l’ennesimo passo di una battaglia che si prevede ancora lunga contro l’arrivo del centro commerciale (già in costruzione) sul lato seravezzino della via di Scorrimento è Alessandro Bindi, presidente dei commercianti di Forte dei Marmi, che, ieri, assieme all’ex presidente Giovanni Maffei, e al consigliere Rizieri Amati ha tenuto una lunga conferenza stampa. «Questo sarà il principale dei nuovi motivi aggiuntivi che inoltreremo a corredo del ricorso che la nostra associazione ha presentato due mesi fa al Capo dello Stato e di cui proprio ieri scadevano i termini per le osservazioni della controparte. «Sotto accusa – hanno spiegato i commercianti – è soprattutto l’inspiegabile linea morbida anzi morbidissima tenuta dal Comune di Forte dei Marmi nei confronti di questo nuovo centro commerciale al confine che di sicuro non guarda tanto agli abitanti di Seravezza quanto piuttosto a quelli del Forte, turisti compresi. C’è poi di fronte a tutto ciò l’inspiegabile mancanza di trasparenza di Seravezza che ci ha negato l’accesso agli atti dell’operazione - continua Bindi – e che non riesce ancora ad avere, stando a quanto ci dice lui stesso, anche il vicesindaco del Forte, pur rappresentando non solo il comune confinante ma anche la proprietà del terreno che è sul lato Massa dell’area dove sta nascendo il nuovo supermarket».
«E proprio il terreno di Forte dei Marmi ha un ruolo centrale per capire le colpe del Forte - prosegue Maffei - perché Buratti e Molino dovrebbero spiegare meglio ai loro cittadini perché, ad esempio, non hanno portato all’approvazione del consiglio comunale l’accettazione del ripristino della sola destinazione artigianale (mentre originariamente c’era anche quella commerciale) su un terreno di proprietà pubblica e poi la rinuncia alla propria autonomia senza assoggettare con un vincolo il privato confinante. Fatto grave, anche alla luce del fatto che la Provincia ha chiesto di ridurre le uscite a raso sulla via di Scorrimento».
«Forte dei Marmi - ha poi precisato il consulente tecnico dell’Ascom fortemarmina – doveva e poteva sicuramente opporsi all’eliminazione delle uscita indipendente in quanto parte in causa del comparto, ma soprattutto doveva pretendere l’atto di assoggettamento con il privato prima del rilascio del permesso a costruire, atto che Seravezza avrebbe dovuto citare anche nel permesso stesso come prevedono le leggi. Naturalmente per l’area di uscita lato Viareggio la proprietà del centro commerciale e il privato confinante tale atto l’hanno fatto, ma così non è stato per la parte che il privato e il Comune di Forte dei Marmi condividono verso Massa».
«Non esageriamo – ha concluso Bindi – se stimiamo un danno economico per il patrimonio dei cittadini di Forte, così come sul piano commerciale per i nostri piccoli negozi. Senza considerare, il carico di traffico che volenti o nolenti provocherà l’unica uscita sulla via di Scorrimento delle auto dei clienti del centro commerciale, e che avrà un ricarico perfino sulle vicine vie del Forte da via Versilia in poi». (r.f.)
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