Sicurezza
Pozzoli rallenta: «Un terzo incarico? Correte troppo...»
Il commissario della Fondazione getta acqua sul fuoco «Le parole di Enrico Rossi una battuta di cortesia»
VIAREGGIO. Incassa con soddisfazione i complimenti arrivatigli dal governatore Enrico Rossi e dal sindaco Giorgio Del Ghingaro. Ma invita tutti a non scambiare l'apprezzamento del presidente della Regione e del primo cittadino con una candidatura ad un terzo mandato alla guida del Carnevale di Viareggio. Anche se le parole pronunciate domenica proprio da Rossi («Squadra che vince non si cambia») hanno il sapore di una vera e propria investitura dall'alto.
Allora, commissario, tutto lascia pensare ad un Pozzoli-ter con la benedizione del presidente Enrico Rossi...
«Mi sembra che si sia corso davvero troppo con la fantasia. E con la penna. Quella di Enrico Rossi è stata una battuta legata ad un apprezzamento del lavoro fatto in questi mesi e che indubbiamente non può che lasciarmi soddisfatto. Così come piacere mi hanno fatto le parole del sindaco Del Ghingaro riguardo all'operato della Fondazione. Ma su una mia ulteriore permanenza a Viareggio, fossi in voi, ci andrei molto ma molto più cauto...»
Perché, lei non resterebbe?
«La questione non riguarda tanto la mia volontà di restare o meno alla guida della Fondazione. Se sarà il caso, di questo ne parleremo. Ma credo che il commissariamento di un ente sia un atto che necessariamente debba essere limitato nel tempo. E dopo due edizioni gestite da un commissario, ritengo che sia arrivato il momento di tornare alla normalità. E credo che questa, al di là delle frasi di cortesia pronunciate domenica, sia anche la posizione dell’amministrazione comunale».
Da parte di Rossi, però, c'è stato anche un impegno solenne a confermare l'aiuto economico al Carnevale di Viareggio. Tanto da aver detto di aver previsto un milione di euro anche per il Carnevale 2017. Ed è questo, al di là delle battute, che fa credere che alla guida del Carnevale resterà un uomo di fiducia della Regione...
«Anche su questo punto, io sarei più cauto. Sul fatto che la regione voglia continuare ad aiutare il Carnevale di Viareggio anche per le edizioni future non ci sono mai stati dubbi. Però che a febbraio la Regione Toscana possa dire di aver già stanziato un milione di euro sul bilancio 2017 mi sembra prematuro. Non vorrei che vi sia stato un fraintendimento fra il finanziamento al Carnevale 2016 e il contributo per l'anno prossimo...»
Sulla sua disponibilità, però, non ha risposto: se Rossi glielo chiedesse, resterebbe?
«È chiaro che se me lo chiedesse il presidente della Regione non potrei non valutare la sua proposta. Questo comunque non significa che direi necessariamente sì. Però ci penserei...»
A proposito di Rossi, lei è considerato uno dei suoi uomini di fiducia. Ci racconta quali sono i suoi rapporti con il governatore?
«Ci conosciamo ormai da anni e con lui ci sono rapporti di reciproca stima. Indubbiamente le sue parole di domenica mi hanno fatto piacere. Però mi ritengo un tecnico, anche se non nascondo certo le mie simpatie politiche per Rossi. Diciamo che sono quello che in gergo si definisce un uomo d’area. Ma non ho in tasca alcuna tessera di partito».
In attesa di sapere se resterà o meno a Viareggio, parliamo del Carnevale in corso. E parliamone sotto l’aspetto che più le è congeniale: quello dei numeri. Come valuta questo inizio da un punto di vista degli incassi?
«Per ora possiamo dire di essere stati azzoppati dal tempo. Il fatto che non abbia piovuto durante i due corsi mascherati che ci sono stati non vuol dire che l’effetto meteo non abbia avuto effetti importanti sulle presenze alle sfilate. Io quando domenica mattina sono partito da Firenze alla volta di Viareggio su mezza Toscana era in corso una sorta di diluvio universale. Difficile dar torto a chi non se l’è sentita di venire al Carnevale. La situazione, comunque, non è affatto compromessa. Ora speriamo solo che il tempo non ci faccia più brutti scherzi».
Che notizie arrivano dalla vendita dei biglietti cumulativi?
«Direi più che confortanti. Anche se il dato non è ancora definitivo, abbiamo superato quota 23mila e dunque abbiamo superato i 22.627 abbonamenti della passata edizione. In termine di cifre, il fatturato è leggermente minore rispetto al 2015 - siamo sull’ordine dei 650mila euro contro i 662mila dello scorso anno - sia perché è aumentato il numero di coloro che hanno acquistato l’abbonamento in prevendita pagandolo meno e sia perché una parte dei cumulativi sono quelli a prezzo ridotto che abbiamo introdotto quest’anno».
Parliamo del futuro. Che resti o meno al timone della Fondazione, sarà lei a definire il calendario dell’edizione 2017?
«No. Quest’anno, in segno di rispetto di chi verrà dopo di me, ho deciso di non fissare le date del prossimo anno. Però invito chi mi succederà a riflettere bene sul calendario. Quest’anno abbiamo spostato in avanti di alcune settimane le date canoniche non solo perché il primo corso sarebbe stato a metà gennaio, ma anche perché - iniziando il Carnevale nella settimana del martedì grasso - abbiamo potuto contare su un importante effetto mediatico i cui frutti ci auguriamo di vedere in occasione dei prossimi corsi mascherati. Per questo, anche se nel 2017 la Pasqua cadrà più alta, invito a riflettere sull’opportunità di mantenere questo schema, magari anticipando il primo corso alla domenica precedente al giovedì grasso. Inoltre credo che l’idea del corso in notturna il sabato sera sia vincente sia per la spettacolarità dei carri sotto la luce dei riflettori che per il fatto che il sabato sera la gente è maggiormente propensa a restare in città anche il giorno successivo. Per questo non vedo negativamente l’idea di raddoppiare da uno a due i corsi di sabato sera. Comunque sono ragionamenti da fare a bocce ferme, una volta conclusa l’edizione in corso».
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