Il Tirreno

Versilia

Colpita dalla meningite non contagiosa

di Matteo Tuccini
Colpita dalla meningite non contagiosa

Non si tratta del pericoloso ceppo toscano. Raffica di chiamate all’Asl che rassicura: forma non grave, niente profilassi

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VIAREGGIO. La meningite torna a colpire in Versilia. Ma questa volta lo fa nel modo meno preoccupante, ammesso che si possa dire una cosa del genere. Perché alla donna di 60 anni residente a Viareggio che è finita al pronto soccorso dell’ospedale Versilia è stata diagnosticata la forma “pneumococcica”. Come spiegato dall’Asl, si tratta della versione non contagiosa della famigerata malattia. Tant’è vero che non comporta l’obbligo di proteggersi con l’antibiotico per le persone che sono state a contatto con lei. Neppure per i familiari. La donna non sarebbe in condizioni gravi, ma la paura sull’argomento è a livelli di allarme rosso per via del ceppo C toscano che ha già fatto delle vittime (non in Versilia). Così il 118 è stato inondato di chiamate da parte di cittadini preoccupati. Con gli operatori che hanno faticato non poco per rassicurarli.

Il trasferimento a Livorno. La donna è arrivata ieri mattina al pronto soccorso con i sintomi della meningite. Impressione confermata dai medici, che hanno ordinato il trasferimento nel reparto malattie infettive dell’ospedale di Livorno. Quest’ultimo, dopo la creazione della nuova superAsl, è diventato il centro di riferimento della Versilia - assieme ai reparti omologhi di Massa e Lucca - per i casi di meningite e in generale per tutte le malattie di tipo infettivo. Che non possono essere trattati a Lido perché non c’è il reparto. Proprio nel presidio ospedaliero labronico è stato accertato in maniera indiscutibile che a colpire la donna non era stato il meningococco (batterio responsabile delle malattie di tipo C e B), ma lo pneumococco. Si parla, dunque, di forma pneumococcica. Che non è contagiosa - neppure per i contatti più stretti - e quindi non deve essere accompagnata dalla profilassi antibiotica. Le condizioni della donna, secondo quanto riferito dall’Asl, non sarebbero gravi.

Sotto assedio il 118. Le rassicurazioni fornite dall’azienda sanitaria non sono però bastate a tranquillizzare la maggior parte degli utenti. Che hanno tempestato di chiamate l’Asl e in particolare il 118. Chiedendo informazioni sull’eventuale profilassi da fare. Non è stato semplice gestire il traffico, anche perché il protocollo d’emergenza - che prevede la comunicazione immediata al Dipartimento di prevenzione, che poi provvede a far scattare la profilassi - correttamente non era stato attivato: non c’era un’emergenza contagio in corso. Di conseguenza, non tutti all’Asl sapevano che c’era stato un caso di meningite, e soprattutto di che tipo era. Nel corso della giornata la situazione è tornata alla normalità. È facile immaginare che questo episodio contribuirà a una nuova impennata nelle richieste dei vaccini. Anche se bisogna dire che più della metà della popolazione interessata dalla campagna della Regione - circa 38mila versiliesi tra gli 11 e i 45 anni - si è già vaccinata contro la meningite C.

I casi in Versilia. Sono quattro i casi di meningite registrati in Versilia tra il 2015 e l’inizio del 2016, da quando cioè in Toscana si è creata una vera e propria emergenza - con tanto di vaccinazioni a oltranza - legata alla comparsa del ceppo C toscano. Per fortuna, nessun caso è stato mortale. Il primo è avvenuto a Lido, con una turista tredicenne colpita dal ceppo C. Sempre il ceppo C ha preso di mira una barista di poco più di vent’anni originaria di Camaiore. Mentre su una donna di 47 anni è stato riscontrato il ceppo B. Infine quest’ultimo episodio, con lo pneumococco responsabile.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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