Gioco
L’agonia del mercatino antiquario in piazza Dante
FORTE DEI MARMI. “Tesoro, mi si è ristretto il mercatino!” Parafrasando un celebre film si poteva proprio dire così, l’altra mattina, in piazza Dante, dove al tradizionale mercato dell’antiquariato...
FORTE DEI MARMI. “Tesoro, mi si è ristretto il mercatino!” Parafrasando un celebre film si poteva proprio dire così, l’altra mattina, in piazza Dante, dove al tradizionale mercato dell’antiquariato che va in scena in piazza Dante ogni secondo fine settimana del mese si sono presentati – certo complice anche il maltempo annunciato – solo dodici dei quaranta banchi che ne fanno solitamente parte. Un effetto triste e desolato, per i pochi e infreddoliti passanti che segnala, ormai il fallimento della versione invernale di questo mercatino, che durante appunto i mesi più freddi e piovosi è spessissimo soggetto ai malumori del meteo e di conseguenza anche alla scarsa presenza di persone in città.
Da tempo, in diversi, sollecitano il municipio di riflettere sulla sua trasformazione da annuale in stagionale, e l’amministrazione comunale forse dovrebbe valutare con più attenzione questa opportunità, dal momento che non c’è dubbio che durante la buona stagione, dalla primavera all’autunno inoltrato, i banchi sono sempre pieni di gente e il mercatino è una festa per gli occhi e gli appassionati delle vecchie cose. Il resto dell’anno, però, o lo si prova a spostare in piazza Garibaldi, dove in fondo nacque ai tempi della giunta Bertola e dell’assessore Soldi, e dove intercetterebbe di sicuro qualche avventore in più, oppure lo si trasforma in stagionale senza troppi patemi d’animo. In fondo non sarebbe una novità, visto che già il mercato della domenica di piazza Marconi è stagionale, e così pure quello del venerdì di Vittoria Apuana. Invece continuare così, con pochi banchi che sfidano il cassetto desolatamente vuoto e il tempo brutto finirà con lo stufare tutti - espositori e pubblico - e potrebbe anche far finire un’esperienza che merita, invece, di proseguire.
Questa versione del mercatino gestita direttamente dal Comune risale al 2014 quando venne interamente ristrutturato.
«Un espositore – ci spiegano – quando viene qui oltre al viaggio e alle spese per mangiare e dormire in albergo deve pagare giustamente il suolo pubblico e lo stand e se il tempo è come ieri non si riescono neanche a ricavare le spese; facile capire e condividere, dunque, la scelta di chi decide di non venire».(p.l.)
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