Sicurezza
Quel blitz del generale che salvò il mondo libero
Il 14 febbraio del 1945 George Marshall entra al Principe per un vertice Ideò il piano omonimo per difendere l’Europa occidentale dalle mire di Stalin
di CORRADO BENZIO
Per la Libia?. Serve un piano Marshall. E per l’Est Europa? Ci vorrebbe un piano Marshall.
È un’espressione diventata proverbiale, dove piano Marshall sta per un insieme di aiuti per sostenere l’economia di un paese uscito dalla guerra.
Col piano Marshall, anno 1947, è di fatto iniziata la Guerra Fredda, o comunque è iniziata la battaglia americana per contenere l’espansionismo sovietico in Europa. Di fatto George Catlett Marshall, generale a 4 stelle, è una delle figure più importanti della storia della Seconda guerra mondiale, ma soprattutto del Dopoguerra e del mondo diviso in due dopo Yalta.
La scoperta, fatta dall’avvocato Franco Pocci, della presenza del generale Marshall a Viareggio se non cambierà certo la storia d’Italia, è sicuramente significativa. E Pocci – studioso appassionato e professionale, anche se il suo mestiere è l’avvocato – ha trovato anche la foto che immortala la presenza di Marshall in città.
Foto che Franco Pocci ha gentilmente concesso al nostro giornale per la pubblicazione.
La foto è datata 14 febbraio1945, giusto 71 anni fa. Il futuro segretario di Stato Americano è immortalato mentre entra allo stabilimento balneare Principe di Piemonte. Sullo sfondo si vede il Grand Hotel.
Viareggio è liberata da pochi mesi (settembre 1944) ma è già il Bengodi, non solo per i soldati americani. A fianco di Marshall c’è il colonnello Almond, mitico comandante della 92 divisione di fanteria Usa, più conosciuta come divisione Buffalo, formata solo da soldati di colore.
Nello stesso giorno a Viareggio c’è un vertice, poi ribattezzato dei 7 generali. Oltre a Marshall c’è anche Marl Clark. Si parla del fronte italiano, della linea Gotica, della prossima offensiva per liberare il Nord Italia dal giogo nazifascista.
A Viareggio si festeggia da mesi, ma a pochi chlometri, da Massa in su, per intenderci, la popolazione subisce la feroce repressione degli uomini di Reder e dei fascisti delle Brigate Nere e della Decima flottiglia Mas.
Marshall segue tutti i teatri di guerra, prima sul Pacifico, là dove inizia la guerra per gli Stati Uniti, dopo l’attacco proditorio di Pearl Harbour da parte dei giapponesi, e poi in Europa.
Quando Marshall arriva a Viareggio, come scrivevamo, la città è già liberata da mesi, ma non è ancora tornata ad una vita normale. La spiaggia e parte della pineta sono da sminare, da Bocca di Magra una batteria di cannoni da marina della flotta tedesca può arrivare a colpire anche Viareggio. Non solo. Anche i cannoni pizzati da Kesserling sulla linea Gotica possono colpire la pianura versiliese. Una delle fortune che hanno indigeni e soldati alleati è che i tedeschi devono razionare non solo il pane di segale e la margarina, ma spesso anche le munizioni della loro artiglieria.
In questo clima, può sembrare strano, a Viareggio ci si riesce anche a divertire. Non ci sono solo le signorine, ma c’è un demimonde che sostiene il traffico di ogni genere di merci con gli americani. Dalle sigarette alle medicine, fino alle droghe. Sempre Franco Pocci è in possesso di una foto (che noi pubblicammo anni fa) con un cartello appeso all’angolo del cimitero al Marco Polo.
Era vietato a truppa e sottufficiali di entrare in città. Le meraviglie di Viareggio, la dolce vita di quei giorni era riservata solo ai soldati Usa di stanza in città, oppure agli ufficiali che, notoriamente, erano tutti bianchi.
In Versilia combatterono anche i Nisei. Si tratta dei cittadini Usa discendenti da giapponesi e quindi potenzialmente nemici. Furono loro a liberare Pietrasanta il 19 settembre del 1944. Massarosa e poi Stazzema videro entrare per primi nei paesi le truppe della forza di spedizione brasiliane. Che in Toscana combattè e liberò anche Pistoia.
Torniamo a George Marshall, il generale nato in Pennsylvania e iscritto dal 1941 alla loggia District of Columbia ebbe, finita la guerra, carriera politica fulminante.
Dopo essere stato il raccordo fra forze armate ed il presidente Roosvelt durante il conflitto, divenne prima segretario alla difesa, per poi essere promosso da Henry Truman, successore di Roosvelt alla Casa Bianca, segretario di Stato, la massima carica dopo quella del presidente. E fu da segretario di Stato che immagino e porto avanti il piano che porta il suo nome. Il 5 giugno del 1947 annunciò ai neolaureati di Harvard che avrebbe concesso finanziamenti agli stati europei la cui economia era uscita malconcia dalla guerra.
Solo due mesi dopo, il 12 luglio del 1947 in un edificio parigino che dava su place de la Concorde c’è la firma degli stati europei favorevoli agli aiuti Usa. Alla conferenza partecipò anche Molotov, mitico ministro degli esteri di Stalin. Fu la Francia che propose che anche l’Unione Sovietica usufruisse di quel piano di aiuti. Ma alla fine Molotov disse no e lasciò il tavolo parigino delle trattative. Di lì a poco una valanga di miliardi di dollari si rovescio sull’Europa occidentale. Viveri, ma non solo.
Nel 1953 Marshall, già in pensione (morirà nel 1959) verrà insignito del Nobel per la pace.
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