Sicurezza
La Versilia ha salutato Manganelli
Cinque sindaci in prima fila alla Badia per l’addio allo scultore e sceneggiatore
CAMAIORE. La Badia illuminata solo dalle candele, la bara formata solo da 6 assi di legno, senza ornamenti, maniglie, croci.
Così ha voluto Gianni Manganelli. Un funerale che ricordasse il motto «Sic transit gloria mundi». Lui che la gloria, il successo, la fama l’ha ricevuta da tanti mondi.
Ieri pomeriggio c’era tanta gente al funerale dello scultore, morto lunedì mattina all’ospedale di Cisanello all’età di 74 anni.
In prima fila c’era la famiglia, a partire dalla figlia Giulia. Ma in prima fila c’erano schierati e con la fascia tricolore i sindaci della Versilia con i quali Manganelli era amico o comunque collaboratore per abbellire i Comuni.
C’erano Massimo Mallegni (Pietrasanta), Umberto Buratti (Forte), Alessandro Del Dotto (Camaiore), Ettore Neri (Seravezza) e Maurizio Verona (Stazzema). Una scorta d’onore non da poco. Che comprendeva, qualche banco più indietro tanti imprenditori, da Paolo Carli e Maurizio Nardini.
E poi gli amici e i tanti parenti, i colleghi scultori. In chiesa anche e soprattutto Rosaria Panatta, amica di lungo corso di Manganelli.
Presente anche l’onorevole Carraro (Forza Italia) amico di lunga data dello scultore.
Con lo scultore dei delfini e delle tuffatrice se ne anche un pezzo di Versilia che ha saputo salire all’onore del mondo. Quella Versilia che dagli anni Sessanta in poi aveva raccontato e insegnato al mondo cosa voleva dire il divertimento ma unito alla cultura.
E guarda caso Giovanni Maria Manganelli – nato a S. Giovanni in Persiceto (Bologna) ma fin da bambino frequentatore della Versilia – aveva iniziato come sceneggiatore e regista di film comici per poi diventare, ad un certo punto della sua vita, apprezzato scultore.
Anche per questo aveva lasciato Roma, la tv ed il cinema, per tornare in Versilia e andare a vivere in quell’angolo di paradiso che è la Vallina. E iniziando a pensare le sculture.
Ne aveva create tante e quasi tutte finite in luoghi edsclusivi. Come l’ingresso dello Yacht club di Monaco, quella specie di nave ai piedi del Casinò progettata e firmata da Norma Foster, grande archistar inglese.
Il celebrante ha ricordato Manganelli e quanto sia importante sviluppare i talenti che Dio ci ha dato. Manganelli ne aveva tanti e li ha coltivati, un po’ alla volta, tutti.
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