Il dolore
Lavori nel canale e acqua torbida
Intervento della Capitaneria per far rimuovere i materiali rimossi dal fondale
VIAREGGIO. Chi è andato a pesca venerdì l'ha subito notato: l'acqua del mare era nera. Negli stessi giorni erano in corso i lavori nel Burlamacca - come segnalato tramite Facebook da Diego Bianchini, cittadino attento alle questioni ambientali - all'altezza del ponte della Ferrovia, là dove passa il confine demaniale. Oltre ventottomila euro (28.350) affidati con verbale di somma urgenza prima e determina dopo (la numero 5675 del 17 dicembre 2015) alla cooperativa sociale Poseidon che non era tra le imprese (Biagi Nicola di Pietrasanta, Sasit di Del Pistoia, Torre del Lago, Tognetti Fabio di Pontasserchio, Ceragioli Costruzioni di Camaiore) interpellate nella «breve indagine di mercato effettuata». Cooperativa chiamata ad intervenire perché «dopo un sopralluogo il tecnico del servizio Difesa del suolo, geometra Italo Baldaccini - si legge nella determina - ha constato che fra il ponte della ferrovia e le conche di manovra delle porte vinciane lato mare, si trovano barche semi affondate o completamente sommerse, rappresentando un grande pericolo per gli altri natanti. Inoltre, con l'alta marea si rischia che pezzi di imbarcazioni vadano ad incastrarsi tra la soglia battente della porta vinciana permettendo così all'acqua salata di andare verso il lago». La scorsa settimana, lungo le sponde del Burlamacca, sono stati accatastati pezzi di imbarcazioni affondate, legname, ferro, tirate su dal fondo del canale. L’operazione ha attirato l'attenzione della Capitaneria, intervenuta lunedì ordinando la rimozione del materiale. Secondo la guardia costiera, per quanto riguarda gli effetti ambientali dell'intervento effettuato, nel caso lavori analoghi si debbano ripetere è necessario che siano utilizzate panne antinquinamento fino ad un metro di profondità. La Capitaneria ha chiesto alla Provincia di essere coinvolta nei prossimi lavori di sostituzione delle porte vinciane (l’intervento toccherà anche la diga galleggiante, il “piccolo Mose” che molto è costato e molti problemi tecnici ha nel tempo dimostrato di avere) previsti per assicurare la funzionalità del canale.
Per quanto riguarda i canali del il lago di Massaciuccoli ci sarebbero - secondo indiscrezioni - quattro milioni e mezzo di interventi da affidare, come da indicazioni dell’ex dirigente della Provincia, Gennarino Costabile, oggi passato alla Regione con le competenze relative, vista la progressiva chiusura delle Province. Al momento gli uffici competenti stanno effettuando sopralluoghi e preventivi per poi dare il via alle gare e all’aggiudicazione degli importi.
Donatella Francesconi
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