Proteste
Primo sì del consiglio al tempio crematorio
Approvata la delibera di indirizzo contestata dal numeroso pubblico L’emendamento Puccetti: se la frazione dirà no l’atto tornerà in aula
VIAREGGIO. «È necessario prendere decisioni» ribadisce il sindaco Giorgio Del Ghingaro quando, alle 13,36 prende la parola in quel consiglio comunale che aveva lasciato non appena in discussione era arrivato l’impianto crematorio destinato al cimitero di Torre del Lago. Sala piena e clima surriscaldato. Con il presidente del consiglio comunale, Paola Gifuni, che in apertura rifiuta di spostare la primo punto dell’ordine del giorno l’argomento che interessa i cittadini. La decisione che Del Ghingaro difende come necessaria di fronte al consiglio chiamato a votare è così sintetizzata nelle parole del primo cittadino: «Si decide qualcosa di innovativo per Viareggio, ovvero il percorso partecipativo per capire se l’impianto va fatto oppure no». Quando la delibera è approvata con 13 sì e 10 no, mancano pochi minuti alle 14. Il pubblico lascia la sala tra le grida di protesta: «Ci dovete venire a Torre del Lago per farlo, il forno...A duecento metri da una scuola... Ad un passo dal lago... vergogna... Tanto non lo fate, ve lo garantiamo noi!».
Mini-consultazione ma decisamente negativa, come le migliaia di firme raccolte tra la frazione e Viareggio. Tanto che per tutta la durata della discussione Giunta e maggioranza sembrano camminare sulle uova. «Noi non abbiamo deciso niente», è stato l’esordio dell’assessore Alessandro Pesci, chiamato a presentare la delibera di indirizzo. Nella quale, però, si legge che la Giunta va nel senso del crematorio ritenendo di «manifestare la volontà di prevedere la realizzazione di un impianto di cremazione all’interno del cimitero comunale di Torre del Lago. E con la quale «si dà mandato ad Asp per l’elaborazione del progetto esecutivo della fattibilità, già presentato nel 2010 e alle successive gestioni commissariali del Comune».
Quando la presidente della commissione ambiente, Gloria Puccetti, presenta gli emendamenti («li abbiamo pensati domenica», spiegherà poi il sindaco) la linea è la stessa: «Non è una delibera in cui si dice che faremo. È un atto di indirizzo. Con il quale si dà mandato ad Asp di realizzare il progetto». Puccetti ricorda di essere stata «la prima ad avere perplessità sull’impianto a Torre del lago, tanto che sul voto in commissione ambiente mi sono astenuta. Ho molte perplessità perché la ferita ambientale che ha subito Viareggio in questi anno sono sotto gli occhi di tutti». L’emendamento Puccetti che ha evitato la bocciatura della delibera prevede che «il consiglio comunale riprenda in esame il progetto nel caso in cui fosse negativo il parere della comunità locale delle realtà associative».
Emendamenti «che non si possono fare», è la voce - dai banchi della maggioranza - di Giuseppe De Stefano (Viareggio Democratica) - perché c’è tutta una parte precedente della delibera che si lega al resto. Ed il consiglio comunale non può certo dare mandato alcuno all’Azienda speciale, come invece si legge nella delibera. Perché questo passo spetta alla Giunta». Ciò detto, quello di De Stefano (insieme a Troiso e Pasquinucci) sarà uno dei dieci voti contrari (con Pd, Movimento cittadini, Movimento Cinque stelle, Lega Nord, Forza Italia).
«Un atto di indirizzo deve essere coerente», è stata la richiesta del capogruppo del Pd, Luca Poletti: «Ci sono una serie di paragrafi che non possono rimanere, altrimenti vi è un’evidente contraddizione». La risposta non è mancata, per bocca del capogruppo della Lista Del Ghingaro, avvocato David Zappelli: «Potrebbero esserci contraddizioni nei presupposti, ma ciò che conta è il deliberato». E tutto il resto, come si dice, in cavalleria...
Stefano Pasquinucci (Gruppo misto) ha chiesto il ritiro della delibera con questa motivazione: «Iniziamo un percorso partecipativo vero, con la Provincia e gli altri sindaci del territorio, oltre che con i cittadini». Ricordando, inoltre, che di fronte alle 1.200 firme contrarie raccolte dal comitato cittadino, «il sindaco di Massarosa ha ritirato la proposta di crematorio».
Un passaggio che ha stimolato la risposta del sindaco Giorgio Del Ghingaro: «Io sono il sindaco e finché lo sarà intendo farlo così».
Dai banchi dell’opposizione il consigliere Massimiliano Baldini(capogruppo del Movimento cittadini) ha posto una domanda che dalla Giunta non ha avuto risposta: «In che modo la cittadinanza partecipa? Lo chiedo dal punto di vista concreto: perché non vorrei che si trattasse di una presa in giro...». «Potremmo sperimentare su questo tema il referendum», ha buttato lì David Zappelli, capogruppo della Lista Del Ghingaro.
Di delibera «irricevibile» ha parlato del Forza Italia Alessandro Santini, mentre per la Lega Nord la capogruppo Domenica Pacchini ha annunciato: «Valuteremo l’impugnazione».
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