Lutto
Le coppie di fatto di Ceragioli
Una sfida al dibattito infuocato sulla legge in discussione
VIAREGGIO. La “Bacchettona” dispensa il suo punto di vista forte di mappamondo quadrato, penna e calamaio, libro della Genesi corredato di mela. Ma tutto intorno è un’esplosione di disegni tracciati dalle mani dei bambini che raccontano il mondo in cui vivono, quello reale, fatto di madri e padri che genitori rimangono anche “mescolati” a piacere.
È il carro di Edoardo Ceragioli, pensato a maggio dello scorso anno e precipitato nella cronaca di questi giorni con la legge per il riconoscimento delle coppie fatte in discussione in Parlamento ed il contorno infuocato di un Paese dove il centro del mondo è chi va a letto con chi.
«La storia dei carristi viareggini - racconta al “Tirreno” Edoardo Ceragioli - è sempre stata quella di essere un po’ lungimiranti, perché erano calati nell’attualità che li circondava. Sono rimasto soddisfatto dei tanti consensi che ho letto nelle facce che ho visto intorno durante la sfilata. E voglio dire grazie a tutti i miei collaboratori, senza i quali la costruzione non sarebbe stata possibile. In fondo, anche noi siamo una grande famiglia...».
La parte più difficile del lavoro - confessa Ceragioli - è stata «recuperare il tratto infantile per i disegni che abbiamo sul carro. Mi sono dovuto un po’ spogliare dell’artista e riprendere in mano la matita con l’occhio del bambino...».
E con quello di giovane padre che si confronta con la vita e con la famiglia che comprendere non una moglie, ma una compagna. Famiglia, dunque, di quelle che in Italia si vedono ancora assurdamente negare i diritti più elementari, riservati solo a chi ha contratto matrimonio.
«La maestra “bacchettona” che è sul mio carro - conclude il costruttore - è una sorta di signorina Rottermeier (quella della storia di Hiedi, ndr) che è rimasta indietro» rispetto ad una realtà che proprio i bambini oggi raccontano, descrivono, disegnano con candida normalità.
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