Il Tirreno

Versilia

La Fondazione impone la sfilata Lite con i carristi

di Simone Pierotti
La Fondazione impone la sfilata Lite con i carristi

Duro scontro e parole grosse negli uffici per la decisione Ma il via al corso, alla fine, è la scelta migliore per tutti

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VIAREGGIO. «Che si fa, si sfila? E se succede qualcosa chi se la piglia la responsabilità?». Per chi bazzica la Cittadella da anni nelle domeniche dei corsi mascherati, il vertice di ieri mattina tra Fondazione Carnevale e carristi è stato una sorta di déjà-vu. Un ritorno al 2011, quando una perturbazione minacciava di far saltare la seconda sfilata. L’epilogo è stato lo stesso: i costruttori manifestano le loro perplessità sulla messa in sicurezza di carri, figuranti e spettatori mentre imperversano acqua e vento, ma alla fine il corso mascherato si svolge regolarmente. Evitando, così, un rinvio a data da destinarsi per un Carnevale partito con un paio di settimane di “ritardo” rispetto a quanto avrebbe imposto il calendario canonico.

Idee chiare. Rispetto a quel precedente di sei anni fa, però, la posizione della Fondazione Carnevale è sembrata irremovibile fin da subito: si sfila in ogni caso. In Cittadella la pioggia è d’intensità variabile, di tanto in tanto si alza più di un alito di vento, ma in Passeggiata si provvede già al montaggio delle transenne: è il primo segnale che il corso non salterà. I carri, inizialmente, rimangono negli hangar in attesa di una presa di posizione definitiva. La prima certezza è che, come nel 2011, non sfileranno per motivi di sicurezza le mascherate di gruppo e le maschere isolate.

Mezzogiorno di fuoco. Il commissario straordinario della Fondazione Carnevale Stefano Pozzoli annuncia in diretta televisiva che il corso si farà, in barba al cielo plumbeo e ai venditori di ombrelli in Cittadella. Ma tutto è rimandato a mezzogiorno, quando i carristi vengono convocati nelle stanze della Fondazione Carnevale. Che ordina di portare le costruzioni sui viali a mare: «O uscite o non vi pago» sarebbe la frase pronunciata da Pozzoli. Che poi spiegherà: «Mi riferivo alle multe per chi non sfila ai corsi mascherati, non ai compensi per la realizzazione dei carri». I costruttori s’inalberano, volano parole grosse: qualcuno urla addirittura «Fascista di m….». I più infuriati escono sbattendo la porta, ma la discussione riprende. Alle 12.40 la fumata bianca: il corso mascherato c’è.

Lieto fine. I carristi non sono del tutto convinti, ma si adeguano al volere della Fondazione Carnevale. A corso già iniziato, la posizione è più o meno unanime: a conti fatti è stato giusto sfilare. Perché lo spettacolo va preservato, perché sui viali a mare ci sono non pochi spettatori paganti da rispettare e perché acqua e vento hanno dato tregua. Certo, non mancano gli intoppi e basta dare uno sguardo a più di una costruzione per capire che in pochi girano a pieno regime. Ma, col senno di poi, annullare tutto sarebbe stato controproducente. La soffice pioggerellina scesa al calar del sole non manda a monte nemmeno lo spettacolo pirotecnico di fine corso. Date le premesse, va bene anche così.

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